Non si placano le polemiche attorno a quello che è divenuto il “Caso Pucci”. Questa volta a parlare è la Rai, che esprime “grande rammarico per la decisione di Andrea Pucci di rinunciare a partecipare alla prossima edizionedel Festival della Canzone Italiana di Sanremo, a seguito delle gravi minacce ricevute e del clima di intimidazione nei suoi confronti“.
L’azienda di viale Mazzini ha affidato le proprie lamentele ad una nota, diffusa in queste ore, nella quale comprende la decisione del comico milanese, “volta alla tutela della propria integrità personale e di quella della sua famiglia”, ed esprime “preoccupazione per il clima d’intolleranza e di violenza verbale generato nei confronti di un artista che ha fatto della satira e della comicità non conformiste il suo modo di esprimere libertà di pensiero“.
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La Rai conclude la nota lanciando un monito: “Questa forma di censura nei confronti di un artista attraverso la diffusione di odio e pregiudizio dovrebbe preoccupare chiunque lavori nel mondo dello spettacolo. Facciamo ad Andrea Pucci gli auguri più sinceri e speriamo di poter presto condividere il suo percorso artistico“.
Caso Pucci, l’inizio della bufera
Dopo essere stato annunciato solo venerdì scorso da Carlo Conti come co-conduttore di Sanremo, nella giornata odierna Andrea Pucci ha deciso di rinunciare alla partecipazione al Festival. Ha spiegato lui stesso le motivazioni in una nota all’Ansa, parlando di insulti e minacce a lui e alla sua famiglia ricevute negli ultimi giorni. “Un’onda mediatica negativa– così l’aveva definita – che altera il patto fondamentale con il pubblico”. Ad essere presa di mira era stata infatti la sua comicità, da molti sul web definita “omofoba” e “sessista”.
Ma le polemiche non si erano consumate solo sulle piattaforme social. Già poco dopo l’annuncio della partecipazione del comico alla kermesse sanremese, infatti, la quota Pd presente nella Commissione di Vigilanza Rai era insorta, vergando un furente comunicato: “Anche Sanremo come tutta la Rai è diventato TeleMeloni? I vertici Rai spieghino la scelta del comico Pucci, palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale”.
Le parole del premier Giorgia Meloni
La replica del presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si è fatta attendere, con il premier che oggi ha espresso la sua solidarietà al comico milanese denunciando “il clima di intimidazione e odio che si è creato attorno a lui”. Meloni ha anche parlato di “doppiopesismo della sinistra, che considera ‘sacra’ la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i proprio avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide”. Il presidente del Consiglio ha terminato parlando in tono preoccupato di “deriva illiberale della sinistra”.
Un caso, quello di Pucci, destinato a far parlare a lungo e a riaprire l’annoso dibattito tra satira e libertà di espressione e tra indipendenza del servizio pubblico e controllo governativo.
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