Il Ponte sullo Stretto sarà veramente realtà? Matteo Salvini non sembra nutrire dubbi su questa possibilità, mentre annuncia che già domani il Cipess, ovvero il comitato interministeriale, darà il via libera all’approvazione del progetto. “Una giornata storica“, secondo il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, che ha voluto sottolineare come si arriverà alla messa in atto di un progetto di cui “si parla dagli antichi romani“.
Eppure, lo scontento delle opposizioni e delle associazioni ambientaliste non ha tardato a farsi sentire. Dopo che ieri il centrosinistra è insorto ricordando a Salvini quali sono i veri problemi infrastrutturali del Paese, su cui è richiesto un suo intervento, oggi le associazioni hanno deciso di compiere un passo concreto. Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf hanno presentato un nuovo reclamo all’Ue ad integrazione di quello già inviato il 27 marzo, chiedendo l’apertura di una procedura di infrazione per l’impatto ambientale che sarà causato dal Ponte sullo Stretto.
Secondo tali associali, infatti, affinché il Ponte potesse essere costruito era stato deciso di far seguire “condizioni precise fissate dalle norme comunitarie“. Queste, però, non sarebbero state rispettate. Proprio per tali motivi, quindi, le associazioni hanno deciso di intervenire.
Ponte sullo Stretto, l’ira delle opposizioni
Sul tema è tornato oggi anche il capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo, il quale ha dichiarato che quella di domani sarà tutt’altro che una giornata storica, in quanto darà inizio ad un processo che porterà ad uno “spreco colossale“, con miliardi di euro da utilizzare per quella che ha definito “un’opera inutile“, che sarà ricordata in futuro come “uno dei più grandi errori nella gestione delle risorse pubbliche italiane“.
Miliardi di euro che invece il governo avrebbe potuto utilizzare per affrontare in maniera più capillare e dinamica il divario di trasporti e infrastrutture esistenti tra Sud e Nord Italia. Secondo Barbagallo, infatti, il governo avrebbe dovuto occuparsi del miglioramento dei trasporti, delle scuole, della sanità e della mobilità sostenibile.
“Il ponte sullo Stretto rappresenta il più grande regalo ai privati nella storia della Repubblica“, ha invece tuonato Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, il quale ha osservato come l’opera costerà 14,6 miliardi di euro di fondi pubblici, rispetto ai 3,88 miliardi stimati nel 2005. “Nemmeno Silvio Berlusconi, che del ponte fece una bandiera, arrivò a tanto“, ha tuonato.
Salvini a Messina il prossimo 6 agosto
Intanto, il ministro dei Trasporti è atteso a Messina il prossimo 6 agosto, proprio a poche ore dal potenziale via libera del Cipess al progetto definitivo del Ponte. Salvini incontrerà la stampa alle 19:15, ma sembra che le associazioni non siano affatto soddisfatte di questa decisione.
Il comitato di Invece del Ponte ha rilasciato una nota in cui chiarisce che domani non vi sarà alcun “via libera definitivo” al progetto del Ponte, al contrario di quanto affermato da Salvini. “Si tratta, piuttosto, dell’inizio di un percorso tutto in salita per chi ha trasformato un progetto fallimentare in una bandiera propagandistica“, hanno osservato, spiegando quali saranno i prossimi passi che dovranno compiersi prima dell’inizio effettivo dei lavori.
Il progetto dovrà prima passare al vaglio della Corte dei Conti, poi dovrà avere l’approvazione di un progetto esecutivo che dovrà rispondere a decine e decine di prescrizioni ancora irrisolte. Infine i aprirà il fronte dei ricorsi legali, in tutte le sedi nazionali ed europee. “Non c’è nulla di approvato in via definitiva, né ci sono le condizioni per iniziare i lavori“, hanno spiegato chiarendo come i prossimi si riveleranno invece definitivi per comprendere quale sarà il futuro di quest’opera.
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