Pina Picerno lascia il Pd: ‘Partito ha perso slancio riformista’

L'eurodeputata aveva iniziato un progressivo allontanamento dalla linea del partito già dall'elezione a segretaria di Elly Schlein, rimproverando i dem di non esprimere un sostegno sufficientemente netto all'Ucraina e di mostrare preoccupanti segni di antisemitismo nella critica ad Israele. Per Picerno serve un nuovo progetto politico riformista e popolare, che tenga insieme personalità politiche diverse

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Prosegue ilfuggi fuggi dal Pd. DopoMarianna Madiaed Elisabetta Gualmini, anche la vicepresidente del Parlamento europeoPina Picernofa le valige e lascia via del Nazareno. Ad annunciarlourbi et orbiè lei stessa, in una lunga intervista alFoglio, nella quale squaderna i suoicahier de doléancee dà libero sfogo alla suadelusione, raccontando che il partito diElly Schleinè diventato un posto diverso da quello fondato nel 2007.La casa dei riformisti non c’è più, sentenzia amara l’eurodeputata, che accusa i dem di aver assunto posizioni di profondaambiguità nei confronti degli estremisminegli ultimi anni.

Fonti di Bruxelles hanno spiegato all’Ansa che Picerno sembra intenzionata ad aderire alPartito Democratico europeo, formazione di cui è segretario Sandro Gozi e che all’Eurocamera fa parte del gruppo Renew Europe

Picerno: “Il Pd si è snaturato e ha chiuso le porte al dialogo interno”

Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sonopiù che lacerata, ma credo che per rispetto alla miadignità politica e personalesia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste e oratocca a me avere coraggio“. Sono parole che lasciano trasparire una decisione sofferta, quelle di Picerno. La vicepresidente del Parlamento europeo è infatti una dellefondatrici del Pd, avendo contribuito allo scioglimento dellaMargherita, partito in cui militava nel 2007, per farlo confluire nella compagine politica di via del Nazareno.

Un progetto che, nelle sue parole, avrebbe dovuto conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale ed avvicinare e tenere insieme leaspirazioni socialiste e liberali: “Questo era e sarebbe dovuto essere il Pd, ma ha subìto unosnaturamentoavvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno il privilegio di poternediscutere in un congresso, come ho più volte chiesto“. Picerno infatti, dopo l’elezione di Elly Schlein a segretaria, aveva cominciato un progressivo processo diallontanamento dalla linea politica del partito, da lei rimproverato per non aver espresso unsostegno sufficientemente netto all’Ucraina, mostrando anche preoccupanti segni diantisemitismoquando si è trattato di criticare le azioni di Israele nella Striscia di Gaza.

I rapporti con via del Nazareno si erano fatti particolarmente tesi dopo un incontrotra l’eurodeputatacon l’organizzazioneIsrael Defense and Security Forum, vicina ai coloni ebraici estremisti della Cisgiordania occupata da Tel Aviv. La questione aveva sollevato dure contestazioni, alle quali Picerno aveva reagito affermando che “boicottare oisolare Israele significa condannare tutta la regione ad un eterno sovranismo di destra” L’ultimo scontro con il Pd era avvenuto in occasione del referendum sulla Giustizia, con la vicepresidente dell’Eurocamera che era stata l’unica figura di primo piano del partito aschierarsi apertamente per il “Sì”.

Picerno: “Serve un riformismo coerente e popolare per ridare fiducia agli elettori”

Insomma, se per Picerno il Pd è morto,sopravvive tuttavia l’idea. L’eurodeputata “resta democratica” e si imbarca in una nuova missione: ridare una prospettiva ai milioni di elettori che negli ultimi anni si sono allontanati da via del Nazareno. Per farlo, “serve unriformismo coerente e popolare, in grado di entusiasmare e di far scattare quella scintilla di costruire con fiducia il cambiamento“.

A tal proposito, Picerno conclude auspicando la nascita di unsoggetto politico largo, “che tenga insieme, che nasca per unire esperienze e personalità politiche diverse“. Descrizione molto vaga, ma è apprezzabile l’impegno.

I tentativi di adescamento da parte di Calenda e Marattin

La decisione di Picerno non ha ovviamente lasciato indifferenti gli esponenti dell’area politica progressista. Il primo a parlare è statoCarlo Calenda, leader di Azione, che è alla costante ricerca di volti credibili per il suo partito, nonché di elettori. Prendendo la palla al balzo, a mo’ di avvoltoio che si fionda sulle carcasse degli animali, l’ex ministro dello sviluppo economicoha offerto alla transfuga una nuova casa: “Spero che potremo lavorare insieme per costruire un’alternativa europeista, liberale e riformatrice al bipopulismo“. Chissà se la sventurata risponderà.

Ha espresso stima ed ammirazione per PicernoLuigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, anche lui alla spasmodica ricerca di persone a cui distribuire tessere di partito evidentemente impolverate sugli scaffali: “Se Picerno vorrà rimanere nell’alveo del centrosinistra, tanti auguri sinceri e buona fortuna. Se invece vorrà costruire al di fuori delle due coalizioni, c’è la disponibilità mia e del Partito Liberaldemocratico acostruire insieme, senza egocentrismi e senza imporre leadership a priori“.

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