Pier Silvio Berlusconi fa tremare Tajani: “Grato a lui ma servono facce nuove in FI”

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Un flusso di coscienza che ha toccato tutti gli ambienti in cui il suo nome prende forma. Dalla tv alla vita privata, fino ovviamente alla politica. Non si sottrae, Pier Silvio Berlusconi, si concede affabile ai giornalisti durante gli auguri di fine anno negli studi Mediaset.

E oltre a ruote della fortuna, conduzioni e scintillio dello spettacolo, il vicepresidente e amministratore delegato di Mfe, Media for Europe, si esprime anche sulla necessità al quanto impellente di vedere facce nuove nel partito fondato dal padre, Forza Italia: “Il mio pensiero non cambia“.

Ebbene, la riconoscenza nei confronti dell’attuale leader forzista di certo non manca, ma c’è un ma. “Io ho gratitudine vera per Antonio Tajani e per la squadra di Forza Italia – confida Berlusconi – hanno tenuto in piedi il partito dopo la scomparsa di mio padre, cosa tutt’altro che facile“. Ma per il futuro, osserva duro: “Ritengo che siano inevitabilmente necessarie facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato“. Una considerazione che il figlio del Cavaliere non tiene limitata ai confini degli azzurri anzi, per le facce nuove che servirebbero, “quello che vale per Forza Italia vale per la politica in generale”.

Insomma, serve freschezza e novità per smuovere le acque e portare brio, sempre però con qualche accorgimento puntuale. “Attenzione – avverte l’Ad Mediaset – che non metta in discussione i valori fondanti di Forza Italia, che sono i valori fondanti del pensiero e dell’agire politico di Silvio Berlusconi, ma valori che devono essere portati a ciò che è oggi la realtà, cioè all’anno 2025“.

Il vicepresidente di Mfe si esprime anche sulla bandiera del partito, lo Ius Scholae, su cui ribadisce di non aver cambiato idea. E risponde con una battuta a chi gli ha fatto notare che anche il vicepremier leghista, Matteo Salvini, aveva bocciato la proposta di Forza Italia sulla cittadinanza: “Anche io ma non perché mi senta particolarmente in linea con Salvini…“.

Da qui, chiosa con sentimento facendo riferimento alla famiglia: “Che io e Marina ci si appassioni ai destini di Forza Italia, siamo onesti, è naturale. Tra i lasciti di mio padre, uno dei più grandi, se non il più grande, è proprio Forza Italia. Noi siamo due persone che lavorano, appassionate e impegnate nel proprio lavoro. Chi fa l’imprenditore non può essere distante dalla politica“.

E proprio parlando di politica e di famiglia, non può non mancare la domanda su una sua scena in campo, ma Pier Silvio è categorico, almeno per ora: “Non è un tema che oggi esiste“. Perché le attenzioni e le forze devono essere tutte incentrate su Mfe, “alla nostra Europa e quelle che rimangono alla mia famiglia che è il centro della mia vita“. E a chi gli fa notare che nel 2027 avrà la stessa età di suo padre Silvio quando si è candidato in politica, Pier Silvio replica con una battuta: “Oggi la scienza porta la vita ad allungarsi, c’è tempo...

I commenti non sono mancati neanche sul fronte estero dove gli equilibri geopolitici permangono sul filo del rasoio. Sul fronte della guerra in Ucraina, “di sicuro, ciò che è stato fatto fino ad oggi non è sufficiente, ma l’Europa deve riuscire ad esistere, ad agire e a difendersi“. Insomma, le idee sono chiare e bastano poche parole: “Prima di tutto da cittadino italiano ed europeo, e ancora di più da imprenditore italiano ed europeo“.

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