L’omicidio dei duediplomaticidell’ambasciata israeliana aWashingtonha riacceso i timori per le comunità ebraiche in giro per l’Europa. In Italia la situazione sembra piuttosto tesa a causa dellapossibilità di un’emulazionedel gesto di ieri sera da parte di altri cittadini. Sulla questione è intervenuto anche il ministro dell’Interno,Matteo Piantedosi, che ha sottolineato la “massima attenzione” delle autorità nei confronti di possibili attacchi, ha poi ammesso che da oggi ipresidinelle zone calde sarannorafforzati.
Nello specifico, da questa mattina è stata ulteriormente sensibilizzata l’attenzione nella zona della sinagoga e delghetto ebraico a Roma. La decisione è stata disposta dalla Questura di Roma, che ha inoltre aperto un “focus” sullasicurezza. Tali misure sono quindi necessarie per mantenere al sicuro coloro che quotidianamente frequentano questi punti e al contempo evitare di inasprire una situazione già piuttosto complessa.
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Il ministro dell’Interno ha voluto specificare che anche prima di questa evoluzione improvvisa, sul territorio italiano l’attenzione alle zone maggiormente frequentate dalla comunità ebraica è stata massima. Con lo scoppio del conflitto tra Israele e Hamas ilpericolo di agguati ai cittadini di religione ebraicasi è alzato notevolmente.
L’assassinio dei due diplomatici a Washington ha ora alzato ancora di più il pericolo, in particolare in quanto si crede che possano verificarsi episodi di emulazione. “Abbiamo sensibilizzato le strutture periferiche, prefetture e questure che intensificheranno azione di vigilanza“, ha spiegato Piantedosi, cercando di rincuorare coloro che temono le ripercussioni del gesto americano.
In ogni caso, secondo il titolare del Viminale è necessario non cedere ad allarmismi, anche perché le misure di sicurezza in Italia non sono mai state messe in discussione. “L’attenzione era già ai massimi livellie l’abbiamo sensibilizzata ulteriormente“, ha sottolineato Piantedosi, prima di lanciare però un appello a coloro che rendono pubbliche narrazioni che potrebbero rivelarsi pericolose.
“Si continua ad alimentare la convinzione secondo cui ilgoverno italianodovrebbe essereresponsabiledi non so che cosa,di genocidio“, ha sostenuto il ministro, intervenendo ad un convegno del Coisp. Ognuna di queste accuse sarebbe però non veritiera, in quanto l’esecutivo Meloni ha sempre preso una posizione dura e certa nei confronti delconflitto, nato in risposta alle azioni di Hamas, ma che, anche secondo Piantedosi, “si sta protraendo con effetti devastanti anchesulla popolazione civile,sui bambini“.
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