Patrimoniale, Meloni prende posizione: “Con la destra al governo non vedrà mai la luce”

Una stoccata durissima alla segretaria del Pd, Elly Schlein, e al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che nei giorni scorsi si sono espressi a favore di una tassazione sui più ricchi per creare un "tesoretto" da utilizzare sui settori in crisi nel Paese

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Alle elezioni Politiche del 2027 manca ancora più di un anno, eppure, già si inizia a riflettere sui macro temi di discussione. La presentazione della bozza della Legge di Bilancio, che dalla prossima settimana approderà in Parlamento per essere emendata, così come l’elezione negli Usa del neo sindaco di New York, il socialista Zohran Mamdani, hanno riportato in Italia un tema che ormai da anni non era stato più discusso: la patrimoniale.

Da un paio di giorni, il centrosinistra è in sommovimento. La possibilità di adottare in Italia una campagna elettorale piuttosto simile a quella del sindaco newyorkese ha dato nuove speranze alle opposizioni. Una politica basata sull’equità e le pari opportunità, condita da richieste ai ceti più abbienti al fine di trovare fondi per i settori sociali, è apparsa come una soluzione su cui riflettere approfonditamente.

Patrimoniale, la proposta europea di Elly Schlein

In settimana era stata Elly Schlein la prima a prendere in considerazione pubblicamente questa possibilità. La segretaria del Pd aveva dichiarato che il suo partito sarebbe più che favorevole ad una “tassa europea sulle persone che hanno milioni a disposizione“. Insomma, si tratterebbe di una patrimoniale non relegata solamente al settore fiscale italiano, così da evitare che i super ricchi possano trasferire all’estero i propri patrimoni alla ricerca di regimi fiscali più favorevoli.

Una proposta piuttosto astratta, i cui dettagli devono ancora essere identificati. Schlein ha però voluto mettere in chiaro che al momento non ci sono preoccupazioni di alcun tipo, in quanto per procedere con una tassazione simile è necessario dotarsi di quelli che ha definito strumenti adeguati“.

Patrimoniale, Landini e il contributo dei 500mila ricchi in Italia

A rendere il tutto un po’ più concreto è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, il quale ha indetto uno sciopero generale per il prossimo 12 dicembre al fine di manifestare contro “l’inadeguatezza” della manovra. Lo stesso leader dei sindacalisti è intervenuto per affrontare il tema di una patrimoniale, arrivando a parlare di “500mila persone ricchepresenti in Italia, a cui verrebbe chiesto un contributo dell’1% su patrimoni da oltre 2 milioni.

Anche in questo caso, però, la questione è piuttosto spinosa. Non è chiaro se Landini faccia riferimento alle 500mila persone che hanno patrimoni immobiliari, e che quindi sono già sottoposte a tassazione Imu sulla seconda casa, o a patrimoni finanziari, che comunque sono già soggetti a tassazione. In entrambi i casi vi sarebbe quindi la problematica di una doppia tassazione.

Patrimoniale, Meloni: “Proposte che tornano ciclicamente”

Sia Schlein che Landini, però, sono consapevoli del fatto che per entrambi un discorso troppo specifico sulla patrimoniale sarebbe controproducente. A confermarlo vi sarebbe anche quanto avvenuto nel 2022, nel corso delle ultime politiche. Enrico Letta, all’epoca leader del Pd, presentò la proposta per poi doverla ritirare velocemente dopo aver capito che si sarebbe trasformata in una mossa controproducente per la sua corsa.

A sfruttare questo momento di possibile debolezza, quindi, è proprio il Presidente del Consiglio. Con un post pubblicato su X, Giorgia Meloni mette in chiaro quanto sta avvenendo e dà una spallata alle opposizioni e allo stesso segretario generale della Cgil: “Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. È rassicurante sapere che, con la destra al Governo, non vedranno mai la luce“. Un messaggio chiaro e conciso, che potrebbe segnare la fine definitiva dell’argomento.

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