Una scena curiosa e in qualche modo estremamente accattivante quella che si è svolta questa mattina, all’interno dell’Aula Paolo VI del Vaticano. Al termine dell’udienza per organizzatori e collaboratori del Giubileo, ormai chiuso da 4 giorni, Papa Leone XIV ha salutato gli esponenti del governo presenti. Il saluto al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stato però un po’ più lungo degli altri.
I due si sono stretti la mano in maniera molto cordiale, scambiandosi dei sorrisi sereni. Poi, il pontefice prolunga un po’ di più il momento e dice al premier qualcosa di incomprensibile al resto dei presenti. Meloni, quindi, scoppia in una risata. Un momento di vicinanza che arriva a sette mesi dall’inizio del Pontificato di Leone XIV e che sembra voler presagire un unione e una solidarietà tra i due leader.
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In fin dei conti, il capo del governo e Papa Francesco erano profondamente legati da un rapporto di stima e amicizia reciproca. La morte del Santo Padre, avvenuta il 21 aprile scorso, ha sconvolto il premier, tanto la commuoverla anche nel messaggio a caldo rilasciato dopo la notizia del decesso.
Papa Leone XIV all’udienza per la fine del Giubileo
Oltre a Meloni, all’udienza erano presenti anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. In totale, nell’Aula erano presenti 8mila persone, che hanno assistito all’udienza dedicata agli organizzatori e collaboratori del Giubileo.
Papa Leone XIV, come segno di riconoscenza, ha consegnato a ognuno di loro il Crocifisso del Giubileo. Si tratta di una miniatura della Croce con il Cristo che ha accompagnato i pellegrini. “Vi resti come ricordo di questa esperienza di collaborazione. Vi benedico e vi auguro ogni bene per il nuovo anno“, ha detto poi loro il Santo Padre.
Nel corso del suo intervento, il Santo Padre ha sostenuto che coloro che hanno reso possibile l’organizzazione e lo svolgimento dell’Anno Santo sono “la prova di quanto bene c’è nel mondo“. Il Papa ha poi voluto ringraziarli per quanto svolto in questo anno, sottolineando come anche la città di Roma abbia fatto la sua parte “offrendo a tutti il suo volto di casa accoglienza, di comunità aperta, gioviale e al tempo stesso discreta e rispettosa, aiutando ciascuno a vivere con frutto questo grande momento di fede“.
Leone ha dedicato così una menzione particolare al Governo della Repubblica Italiana, al Commissario Governativo, al Comune di Roma, in particolare al sindaco e alla sua amministrazione, e alla Regione Lazio. Non sono state trascurate neanche le forze dell’ordine, la Prefettura, la Protezione civile e le Associazioni di volontariato.
Infine, il pontefice ha voluto ricordare la forte partecipazione di giovani a questo Giubileo. “Tutti, a vari livelli, siamo responsabili del loro futuro, in cui c’è il futuro del mondo. Chiediamoci, allora, alla luce di ciò che abbiamo visto: di che cosa hanno realmente bisogno? Cosa li aiuta davvero a maturare e a dare il meglio di sé? Dove possono trovare risposte vere alle domande più profonde che portano nel cuore?“, ha sostenuto Papa Leone, ricordando anche le figure dei giovanissimi canonizzati nel 2025, San Carlo Acutis e San Piergiorgio Frassati.
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