Il presidente di ConfindustriaEmanuele Orsini, nel corso dell’assemblea di Assolombarda, ha tratto le conclusioni del periodo economico che al momento il nostro Paese e in generale l’Europa si ritrovano a vivere. Il leader degli industriali ha quindi sottolineato come tra i temi principali da affrontare vi sia lostop al motore endotermico nel 2035, che potrebbe rivelarsi un limite invalicabile per il nostro Paese, non ancora pronto ad un salto industriale simile, e l’analisi delle linee guida contenute nel rapporto sulla competitività redatto da Mario Draghi.
Orsini ha poi aggiunto di aver avuto un colloquio con il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, a cui hapresentato le istanze del mondo dell’industria, oltre ad aver mostrato soddisfazione per alcune delle riforme presenti nella manovra, che rispecchierebbero fedelmente le richieste del mondo degli industriali. “Abbiamo sempre chiesto che sia reso strutturale il taglio del cuneo fiscale, abbiamo visto che c’è e su questo siamo soddisfatti. Abbiamo anche chiesto interventi sul mondo della casa con la nostra proposta di un piano che preveda costi sostenibili e in parte mi pare ci sia” ha infatti sottolineato il presidente di Confindustria.
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Il leader degli industriali ha poi sostenuto che al momento si stia verificando unaforte crescita del Pil nella Regione Lombardiae in particolare sul territorio di Milano, ma ha voluto evidenziare che affinché questa crescita si riveli realmente fruttuosa è necessario che si verifichi sull’intero territorio italiano: “Se l’Italia deve correre forteed essere competitiva con gli altri Paesi, e altri continenti, abbiamo bisogno che sia forte e coesa tutta“.
Orsini: “Per attrarre le imprese abbiamo proposto un’Ires premiale“
Nel corso del suo intervento Emanuele Orsini ha sottolineato che al momento ciò che manca all’Italia è unpiano di investimentiche possa rafforzare e far crescere le aziende che si trovano sul territorio e allo stesso tempo migliorare l’assetto economico del Paese. Proprio su questo punto Confindustria ha avuto la possibilità di dialogare col ministro Giorgetti, al quale è stata presentata una possibilità finora non presa in considerazione.

“La soluzione su cui stiamo ragionando è un’Ires premialeper chi mantiene il 70% degli utili nell’azienda usandone una parte, pari al 30%, per gli investimenti in tecnologia, produttività, welfare e formazione” ha spiegato il presidente di Confindustria chiarendo che lo sgravio su tale imposta potrebbe incrementare la produttività e attrarre le imprese, al contempo dando la possibilità di “recuperare una parte di ciò che abbiamo perso con l’Ace” (Aiuto alla crescita economica).
In questo modo, inoltre, sarà possibilefar crescere il Paese in maniera omogenea, senza creare disuguaglianze tra Nord e Sud. Orsini ha infatti sottolineato l’importanza di “far viaggiare tutta l’Italia in modo più veloce” affinché torni ad essere finalmente competitiva con i Paesi esteri. “Abbiamo bisogno che questo grande treno viaggi veloce senza avere catene che lo possono fermare“.
Orsini: “Impossibile attendere 2026 per stop a motore endotermico“
Il leader di Confindustria ha poi ribadito l’importanza dell’apertura di un dialogo con l’Unione europea affinché si anticipi l’incontro previsto per il 2026 sullo stop al motore endotermico. I 27, infatti, dovranno riunirsi tra quasi due anni per comprendere se la situazione attuale sia adatta amantenere ladeadlinedel 2035 per l’introduzione del solo motore elettrico. L’insicurezza di non sapere quale sarà la decisione però mette a serio rischio l’industria dell’automotive italiana, e in generale anche di quella europea.
Secondo Orsini attendere il 2026 è“impensabile“, anche in considerazione dei commenti che giungono da chi vive quotidianamente questo settore. “I venditori e i distributori ci segnalano un problema con le vendite di auto elettriche” ha infatti dichiarato Orsini, aggiungendo che al momento l’ipotesi del solo motore elettrico, in sostituzione di quello endotermico, è poco plausibile. “Noi siamo per la neutralità tecnologica, forse senza ideologia saremmo andati verso una libertà sulla scelta delle tecnologie e quindi forse saremmo oggi in un’altra condizione” ha continuato Orsini, per poi concludere: “Non è mai troppo tardi, ma è impensabile non attivarci, non pensare di andare verso la neutralità tecnologica“.
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