L’emendamento sull’oro di Bankitalia era destinato a far discutere, ma sembra che la maggioranza non avesse messo in conto il durissimo muro che la Banca centrale europea avrebbe innalzato di fronte a questa proposta. Dopo il primo alt, arrivato lo scorso 3 dicembre, ieri la Bce ha deciso di bloccare nuovamente l’iter proposto da Fratelli d’Italia per la Legge di Bilancio del 2026.
Secondo quanto riferito dall’Eurotower, sembra che le modifiche finora apportate all’emendamento non bastino a coprirne le difficoltà. “Non è ancora chiaro quale sia la concreta finalità della proposta di disposizione rivista“, ha infatti dichiarato la Bce, che ha voluto poi mandare un messaggio al governo di Giorgia Meloni: “Riconsideri la proposta“.
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Eppure, l’esecutivo sembra fermo sulle sue posizioni. Secondo quanto apprende Ansa, sembra che sarà lo stesso ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a fornire alla Banca centrale europea “tutti i chiarimenti necessari” sull’emendamento riguardante l’oro di Bankitalia. Si ipotizza che già oggi sia possibile che il ministro dia seguito a queste richieste.
Emendamento sull’oro di Bankitalia: cosa prevede
Il caso gira tutto intorno a un emendamento di FdI a prima firma di Lucio Malan. La proposta iniziale prevedeva che la priorità dell’ordo della Banca d’Italia fosse dello Stato. Immediato il “no” della Bce, che ha invitato l’Italia a rivedere la proposta. La nuova proposta dell’emendamento, quindi, stabilisce che “le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono al Popolo italiano“.
Eppure, neanche questa riformulazione si è rivelata di gradimento per la Bce. La EuroTower ha riconosciuto che alcune modifiche andrebbero a sopperire alle mancanze precedenti, ma ha anche aggiunto che non vi sono soluzioni a tutti i dubbi finora esposti. In sostanza, il messaggio della Banca è quello di riconsiderare nuovamente la proposta, al fine di garantire che l’esercizio indipendente dei compiti fondamentali della Banca d’Italia non sia minacciato.
Emendamento sull’oro di Bankitalia: le difficoltà della manovra
Questo nuovo stop crea una serie di problematiche alla tabella di marcia della manovra finanziaria per il 2026, proprio mentre i lavori in Senato si apprestano ad entrare nel vivo, con il pacchetto di emendamenti del governo atteso per giovedì.
Oltre alla questione dell’oro di Bankitalia, infatti, c’è da mettere nero su bianco l’accordo raggiunto nei giorni scorsi per un contributo di 600 milioni in due anni dalle banche e l’incremento sulla polizza Rc auto per infortunio del conducente. Altre risorse sono attese dall’aumento graduale della Tobin tax, dalla tassa sui pacchi, dalla rivalutazione dei terreni. Ancora incerto invece il destino della tassazione agevolata sull’oro da investimento.
Inoltre, sono attese correzioni sul tema degli affitti brevi, con il ritorno della cedolare secca al 21% per il primo immobile e la riduzione da 5 a 3 della soglia da cui scatta l’attività d’impresa. Si lavora anche sui dividendi con l’obiettivo di limitare la stretta alle partecipazioni sotto il 5%.
Su questi temi, da domani torna a riunirsi anche la Commissione Bilancio del Senato, convocata per l’intera settimana, al fine di avviare il voto subito dopo l’arrivo degli emendamenti del governo. Se non vi saranno ulteriori slittamenti, quindi, è possibile che già venerdì si andrà al primo voto.
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