La grande intuizione di Bettino Craxi è stata quella di elaborare una proposta in grado di inglobare varie culture riformiste e moderate, dal cattolicesimo sociale al liberalismo democratico. L’opzione antimarxista come più realista, moderna e concreta, da realizzarsi in una e per una società democratica fu un vero e proprio evento nel percorso statico della politica italiana degli anni ’80. Il socialismo craxiano non più ancorato a Marx ma a Proudhon doveva risultare autonomo, anticomunista, atlantista, e doveva incarnare giustizia sociale, libertà politica e libero mercato. Tutto ciò poteva aiutare nella realizzazione di un nuovo grande polo socialista, liberale e democratico.
I congressi socialisti non erano soltanto la conta di turno delle tessere e dei numeri ma erano elaborazioni culturali e politiche con concorso di teorici e studiosi. Esse poi diventavano laboratori progettuali a livello squisitamente politico con proposte, idee e programmi.
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Oggi come e dove si potrebbe realizzare questa funzione elaborativa e politica seguendo la modernità di Craxi?
Probabilmente in un centro destra frutto di una coalizione tra riformisti e liberali. In tal modo, la ricetta di Craxi e del socialismo liberale potrebbe nutrire la politica riformista attuale.
Per storia e tradizione, i “socialisti craxiani” hanno dialogato e governato con i conservatori e i moderati; vedasi la lunga e consolidata esperienza del pentapartito.
Ebbene, oggi si può rilanciare con forza questa esperienza con la coalizione di forze più moderna e moderata che appare essere il centro-destra. Soltanto qui si potrebbe configurare una vasta area di sinistra riformista e moderna. Considerando che già con Craxi il dialogo con la parte marxista, ex marxista e neomarxista era venuto a cadere. Ciò per evidenti incompatibilità sia politiche sia attinenti alla scelta di un moderatismo intelligente, capace di fare
insieme, di essere insieme lotta e governo, alternativo agli estremismi, ai massimalismi propri e peculiari ieri come oggi dell’area marxista.
Questo sforzo elaborativo e politico, deve vedere i socialisti dell’area di riferimento craxiana alleati e contestualmente autonomi culturalmente e politicamente rispetto a forze politiche che, proprio come la DC ieri, si collocano oggi nell’area del conservatorismo.
Lo scambio e il circolo virtuoso tra conservatorismo e riformismo potrebbe generare una politica nuova, più efficacemente rispondente ai bisogni ed ai problemi della società contemporanea.
Libertà e giustizia potrebbero, così, trovarsi tradotte nella nuova politica e proiettarci nel futuro con uno spirito di maggiore modernità.
Non possiamo essere “moderni“, come diceva Craxi, se non rispondiamo alle esigenze della società in termini di lavoro, sviluppo, giustizia ed equità sociale.
Per questo e non solo, il contributo di Bettino Craxi oggi è più che mai attuale e ci spinge ad una autentica modernità partendo dal ricordo della persona, del politico, dello statista e delle sue idee.
Buon anniversario Bettino.
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