L’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea, ha riunito a Parigi per il 42° meeting annuale – 22 e 23 marzo – la rete degli Alti Funzionari di Governo per “Promuovere la coesione sociale di fronte alla polarizzazione: il ruolo dei Centri di governo”. Ieri la cena di gala offerta ai partecipanti dalla Segretaria Generale del governo francese, Claire Landais. Dopo i saluti di rito, portati dal Segretario Generale dell’Ocse, Mathias Corman, e dalla Vice Segretario Generale Fabrizia Lapecorella, si sono svolte oggi a porte chiuse tre importantissime sessioni lavoro.
I temi di confronto hanno riguardato: 1. Centri di governo al centro della resilienza democratica di fronte alla Polarizzazione; 2. Centri di governo al centro della lotta alla cattiva informazione e alla disinformazione; 3. Centri di governo al centro per favorire il coinvolgimento diretto dei cittadini nel processo decisionale.
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Ocse: resilienza democratica e polarizzazione
Nella prima sessione dei lavori al centro del dibattito la resilienza democratica dei governi ad avvenimenti straordinari quali la Pandemia di COVID-19, la guerra russo-ucraina con i relativi effetti di ordine economico, il cambiamento climatico, la crescita rallentata, la digitalizzazione e le migrazioni. Queste le principali tematiche che hanno condizionato il pianeta.
Oltre a tali problematiche gli interventi dei rappresentanti dei governi hanno riguardato la contrazione della fiducia dei cittadini, che si risolve nella polarizzazione politica, nello scarso impegno a partecipare ai processi democratici e la cattiva informazione. Molteplici le analisi sul contesto attuale e sull’impatto delle grandi tematiche che coinvolgono ogni angolo della Terra. Cosa ha funzionato e cosa no nei singoli Paesi e quali gli sforzi per favorire la partecipazione dei cittadini.
Ocse: Lotta alla cattiva informazione e alla disinformazione
La polarizzazione del disimpegno dei cittadini è stato l’argomento della seconda sessione di lavori. Nonostante la complessità dell’argomento emerge che la cattiva informazione e la disinformazione esercitano un ruolo negativo nel limitare la partecipazione delle persone. Limitare l’accesso ad una informazione corretta non favorirebbe una partecipazione costruttiva alla vita democratica.
Gli alti funzionari dei governi hanno approfondito la necessità di mettere in campo azioni per rafforzare la coesione sociale e la democrazia, promuovendo spazi informativi sani. Una governance trasparente aiuterebbe a rafforzare la partecipazione.
Ocse: Favorire il coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale
La priorità di questa terza sessione di lavoro è stata la ricerca di interventi per dare voce ai cittadini, recuperando quelli “perduti”, distaccati o emarginati da processi e istituzioni politiche: l’imperativo per questi cittadini è “tornare a bordo”. Al riguardo uno degli strumenti più efficaci e che si prevede di utilizzare di più è il referendum.
Al maggior utilizzo dello strumento del referendum si è discussa anche l’opportunità di aggiungere nuove modalità per addivenire a decisioni che riguardino interessi pubblici collettivi. L’imperativo è anche quello di condividere le esperienze più recenti e istituzionalizzare quelle coronate da successo.
L’intervento del rappresentante italiano Marco Villani
In questo 42° meeting, a rappresentare il governo italiano era presente il Magistrato della Corte dei Conti e Vice Segretario Generale della Presidenza del Consiglio, Marco Villani, il quale ha subito dichiarato che siamo fedeli al noto convincimento di Churchill secondo il quale “la democrazia è certamente la peggior forma di Governo ad eccezione di tutte le altre che si si sono sperimentate fin d’ora“. Precisando poi che l’attuale forma di usura può essere superata con la partecipazione dei cittadini alla formazione delle decisioni che riguardano interessi pubblici collettivi.
Riferendosi a monsieur de Tocqueville, che anticipava la tendenza ad interpretare l’uguaglianza come un momento di isolamento degli uomini, il rappresentante italiano ha voluto precisare che “la partecipazione favorisce la rimozione di tale isolamento e attenua la diseguaglianza reale fra gli esseri umani rendendoli soggetti attivi nella costruzione del loro futuro”.
Marco Villani si è poi soffermato sul fatto che in Occidente si stanno sperimentando nuove forme di codecisione di politiche pubbliche, sottolineando come le attività svolte “si muovono nell’ambito delle linee guida dell’OECD” e che la Presidenza del Consiglio le valorizza adeguatamente. Sullo sfondo la partecipazione, che resta l’arma migliore per contrastare “l’aumento della polarizzazione politica, la diffusione della disinformazione e la crescente delusione nei confronti dei processi democratici tradizionali”. Non senza aver sottolineato che l’attuale livello delle reti informatiche “permette la trasmissione di conoscenze e idee”. Lo spazio civico ridotto recupererebbe la libertà di agire “piuttosto che una libertà che tutela da minacce e preoccupazioni esterne”.
Al riguardo, il recente provvedimento del Governo italiano di riforma costituzionale guarderebbe proprio a rafforzare le scelte del cittadino. La proposta di riforma costituzionale, continua Villani, “mira proprio a consolidare il principio democratico, valorizzando il ruolodel corpo elettorale nella determinazione dell’indirizzo politico“. Più nel dettaglio si tratta di un disegno riformatore nel quale permane “la centralità del rapporto di fiducia, in particolare dell’approvazione parlamentare dell’intera compagine governativa e del suo programma“.
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