Un nuovo referendum sulnuclearepotrebbe arrivare tra il 2028 e il 2029. Ne è convinto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica,Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a Torino all’eventoDa Fermi al futuro, ospitato alleOgr.
“Io lo do per scontato nel 2028 o nel 2029. È un diritto della nostra Costituzione poter partecipare alle decisioni“, ha dichiarato il ministro, sottolineando come in una democrazia sianaturale che possano essere raccolte firme per promuovere una consultazione popolare.
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Secondo Pichetto, la priorità sarà garantire ai cittadini lamassima trasparenza sul percorsoche porterà al ritorno dell’energia nucleare: “La cosa fondamentale è che dobbiamo cercare, tutti noi, di dare il massimo della chiarezza, dare tutte le risposte e la massima trasparenza“, ha affermato.
Entro Natale i decreti attuativi per il nucleare
Il ministro ha indicato anche una tempistica precisa per l’attuazione della riforma: “Entro Natale vorrei presentare tutti i decreti legislativi”, ha spiegato, precisando che dopo l’approvazione della legge delega il ministero lavorerà alla stesura dei provvedimenti necessari per disciplinare il settore.
“È cambiata la tecnologia, è cambiata la consapevolezza a livello nazionale e cresce la conoscenza tra i giovani”, ha osservato Pichetto. A suo giudizio, la necessità didecarbonizzareil sistema energetico e aumentare laproduzione di energia pulitarende oggi il dibattito sul nucleare profondamente diverso rispetto al passato.
La sfida della transizione energetica
L’iniziativa torinese ha acceso il confronto anche sulle prospettive della transizione energetica e sul contrasto ai cambiamenti climatici. Nel corso dell’evento è intervenuto anche il sindaco di Torino,Stefano Lo Russo, che ha ribadito la necessità di ridurre le emissioni climalteranti.
“La transizione energetica è necessaria e ridurre le emissioninon è una scelta opzionale“, ha dichiarato il primo cittadino. “È un obiettivo europeo e internazionale che dobbiamo perseguire a prescindere“. Il tema del nucleare resta così al centro del dibattito energetico italiano, tra la prospettiva di nuove tecnologie, le esigenze della decarbonizzazione e la possibilità che la parola finale torni ancora una volta agli elettori.
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