“Oggi la Camera ha fatto carta straccia dellavolontà popolare di 55 milioni di italianiche con ben due referendum avevano dettono alnucleare. Vogliono il nucleare, un’energia estremamente costosa per continuare a mettere le mani nelle tasche degli italiani. Bloccano le rinnovabili ed è il segno delfallimento della strategia energetica di Giorgia Meloni“. A parlare è il leader di AvsAngelo Bonelli, che in un flash mod organizzato dal suo partito a Pizza Montecitorio ha commentato ilvia libera della Camera al disegno di legge delega sul “nucleare sostenibile”, approvato con155 sì, 86 no e 8 astensioni.
Il provvedimento, che ora passa all’esame del Senato, è stato firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratine conferisce al governo la delega, da esercitare entro un anno, per disciplinarela produzione e l’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibilenel territorio nazionale. La normativa dovrà rispettare gli obblighi europei e internazionali e le politiche di decarbonizzazione ed è volta al conseguimento dell’indipendenza energetica dell’Italia, nonché al contenimento dei costi dei consumi energetici per gli utenti.
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Nucleare, Fratoianni: “Maggioranza contro interesse nazionale”
“Il governo racconta bugie agli italiani– ha proseguito Bonelli –il nucleare di oggi presenta molti problemi: la lunghezza, la durata per poter realizzare le centrali, il costo. Pensate che in Franciai costi sono triplicatiper una centrale, da 3 miliardi a 20 miliardi di euro.Gli ha fatto eco il compagno di partito,Nicola Fratoianni, secondo il quale l’esecutivo è colpevole di non aver investito nelleenergie rinnovabili, da lui definitepiù sicure e meno costose. “Si scandalizzano quando chiediamo di tassare i super ricchi, ma non hanno un problema atassare la maggioranza degli italianie delle italiane col caro energia. Altro che patrioti, sono loro i primi ad esserecontro l’interesse nazionale“, ha chiosato il deputato rossoverde.
Nucleare, Fratin: “Il nucleare sostenibile è una scelta di responsabilità verso le prossime generazioni”
Vivo compiacimento invece da parte del ministro Fratin, secondo il quale il nucleare sostenibile significa “più sicurezza energetica, più decarbonizzazione,più indipendenza“. Il riferimento è all’impennata dei costi dell’energia successiva allaguerra in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, dal quale prima del conflitto passava circa il20% del petroliocommercializzato a livello globale.
“Il nucleare non è unabandiera politica o ideologicaè uno strumento da valutare con serietà, fiducia nella ricerca e responsabilità verso le prossime generazioni“, ha aggiunto il titolare di via Cristoforo Colombo. In un mondo in cui ladomanda di energia è destinata a crescere rapidamente, anche per effetto dei data center e dell’intelligenza artificiale, sarà infatti cruciale divenire una nazione in grado di produrla autonomamente.
Calenda ha votato a favore, Italia Viva si è astenuta
In aula, i partiti della maggioranza hanno votato a favore, mentre l’opposizione ha votato contro, eccezion fatta per Italia Viva, che si è astenuta, eAzione che ha votato a favore. Scelta motivata dal leader Carlo Calenda con il fatto che lareintroduzione del nucleare in Italiaè uno dei punti del programma del partito e che quella atomica “è l’unica energia che ci consente diessere indipendenti, di pagare poco e di emettere nulla“.
Il nucleare in Italia
La produzione di energia nucleare in Italia, iniziata nella prima metà degli anni ’60 del secolo scorso, venne abbandonata alla fine degli anni ’80, a seguito delreferendum promosso dopo l’incidente avvenuto il 26 aprile 1986 alla centrale di Chernobyl.
Quello odierno è però ilsecondo tentativo di riprendere la produzione di energia con l’atomo, dopo quello portato avanti del premierSilvio Berlusconi. L’iter normativo partì nel 2009 con la delega al governo, ma le forze politiche d’opposizionepromossero un referendum abrogativo. Nel mentre, l’11 marzo del 2011 in Giappone un maremoto causò un incidente alla centrale nucleare di Fukushima.Il 12 e 13 giugno si andò dunque alle urne sull’onda emotiva de disastro eil 94% dei votanti bocciò il ritorno del nucleare.
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