Nucleare, il governo accelera, Pichetto Fratin: ‘Prime centrali operative dal 2034’

Tra piccoli reattori modulari e domanda energetica in crescita, il governo rilancia il nucleare come complemento alle rinnovabili con obiettivo 2034. Intanto resta aperto il dibattito su costi, sicurezza e gestione delle scorie

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Il governo continua a lavorare al ritorno delnuclearein Italia. Intervenendo al festivalGreen&Bluedi Milano, il ministro dell’AmbienteGilberto Pichetto Fratinha indicato il2034come possibile data per l’entrata in funzione delle prime centrali nucleari di nuova generazione.

Secondo il ministro, il nucleare non sostituirà le energie rinnovabili ma servirà a completarle. Negli ultimi anni, infatti, la produzione da fonti comefotovoltaico ed eolicoè cresciuta rapidamente ma da sola potrebbe non essere sufficiente a sostenere il fabbisogno energetico futuro del Paese.

Perché il governo punta sul nucleare

Pichetto Fratin ha ricordato che tra il 2023 e oggi sono stati installati oltre22 gigawatt di nuova capacità energetica, con l’obiettivo di arrivare a132 gigawatt entro il 2030. Il problema però riguarda la continuità della produzione. Sole e vento non sono sempre disponibili e la rete elettrica ha bisogno di fonti stabili che garantiscano energia anche quando le rinnovabili producono meno.

Secondo le stime del ministero, l’Italia oggi consuma circa 310-315 miliardi di kilowattora all’anno. Nei prossimi dieci anni, complice la crescita dei data center e l’elettrificazione di industrie e trasporti, serviranno almeno 100 terawattora aggiuntivi. Per questo il governo ritiene necessario affiancare alle rinnovabili anche una fonte programmabile come ilnucleare.

Dove potrebbero sorgere le centrali

L’ipotesi allo studio riguarda soprattutto gli SMR, i cosiddettiSmall Modular Reactors, piccoli reattori modulari considerati più sicuri e flessibili rispetto alle centrali tradizionali. Pichetto Fratin non ha escluso alcuna area del Paese.

Alla domanda sulla possibilità di costruireimpianti nel Mezzogiorno,il ministro ha risposto: “Perché no?“, spiegando che le future localizzazioni potrebbero interessare aree industriali o zone caratterizzate da elevati consumi energetici, sia al Nord che al Centro e al Sud.

Resta aperta anche la questione dellescorie nucleari. Il ministro ha sottolineato che i rifiuti radioattivi italiani attualmente custoditi all’estero dovranno rientrare nel nostro Paese per essere collocati instrutture considerate sicure.

“La fusione è il futuro ma è ancora lontana”

Rispondendo alle critiche delleopposizioni, Pichetto Fratin ha precisato che il governo non sta scegliendo oggi una tecnologia specifica ma vuole creare ilquadro normativonecessario affinché le future amministrazioni possano decidere come sviluppare il settore.

Il ministro ha spiegato che lafusione nuclearerappresenta la prospettiva più promettente ma è ancora lontana dall’applicazione commerciale. Per questo, nell’immediato, l’attenzione è rivolta allafissione di nuova generazione e ai piccoli reattori modulariche però sono ancora in fase di sviluppo e sperimentazione.

La Giornata mondiale dell’Ambiente

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, Pichetto Fratin ha inoltre ribadito l’impegno del governo sullatransizione ecologica. Nel suo messaggio ha ricordato che la tutela dell’ambiente riguardasalute, sicurezza e sviluppo economico, sottolineando la necessità di continuare a investire nellariduzione dell’inquinamento, nella lotta ai cambiamenti climatici, nell’economia circolare e nella protezione della biodiversità.

Secondo il ministro, la sfida sarà trovare un equilibrio tra crescita economica, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, attraverso la collaborazione tra istituzioni, imprese, ricerca e cittadini.

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