Violenza giovanile, carceri, errori giudiziari e separazione delle carriere sono stati gli argomenti principali trattati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel corso del suo intervento alla Camera. Un momento piuttosto atteso dalle opposizioni, che hanno più volte chiesto al Guardasigilli di fare chiarezza sulla posizione del governo su alcuni dei temi centrali di questa stagione politica.
Nella stessa giornata di oggi, l’Aula della Camera ha approvato con 168 voti a favore, 114 contrari e 4 astenuti la risoluzione unitaria del centrodestra sulle comunicazione del ministro. Le altre sei risoluzioni, presentate dalle opposizioni alle comunicazioni del ministro Nordio sulla riforma della giustizia, sono state tutte bocciate dal voto dell’aula della Camera. La seduta è stata quindi sospesa e riprenderà con il question time alle 15.
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Nordio sulla violenza minorile: “Non serviranno reazioni eccessive o tiranniche“
Innanzitutto, c’è la questione relativa all’aumento dei reati tra i più giovani. Un argomento caldissimo, anche in considerazione dell’omicidio di Abanoud Youssef, il 18enne accoltellato a morte in classe a La Spezia. “Non ci dovranno essere reazioni eccessive o tiranniche ma bisogna tener presente che l’esecuzione e la certezza della pena è essenziale, anche per i minori“, ha spiegato Nordio, aggiungendo che la Giustizia deve sempre rispettare l’equilibrio e l’efficacia della sanzione. Quindi, ha rimarcato il Guardasigilli, bisognerà sempre operare nell’interesse nel minore.
Rimanendo su questo tema, Nordio ha ricordato che la detenzione minorile è un fenomeno in crescita, ma non emergenziale. “Su quasi 600 presenze giornaliere negli Ipm, oltre 140.000 minori e giovani adulti sono stati presi in carico dai servizi minorili e di comunità per misure e sanzioni alternative, con un incremento complessivo dell’1,42% rispetto all’anno precedente“, ha riferito alla Camera, chiarendo che si tratta di un aumento non eccessivo.
Un dato positivo arriva anche in riferimento ai suicidi in carcere. Come spiegato dal Guardasigilli, sembra che il trend si sia invertito, con la percentuale dei detenuti che si sono tolti la vita che è diminuita del 10% in un anno. Nordio si è detto particolarmente toccato dalla questione, definendo i suicidi in carcere “un fardello di dolore, su cui siamo tutti d’accordo che si tratti di un fallimento da parte dello Stato“.
Passando, poi, al tema della riforma della Giustizia, il ministro ha spiegato che i cambiamenti su cui il governo è al lavoro sono necessari ad attuare una rivoluzione processuale che però non è né contro la magistratura, né contro l’opposizione. Nordio ha però specificato che, al momento, le casse dello Stato pagano “cifre esorbitanti” per “errori giudiziari“.
Nordio: “Il 20% dei nostri detenuti è in attesa di giudizio”
“Un primo principio minimo di adeguamento alla presunzione di innocenza, ma anche il buon senso, ci dice che è meglio un eventuale colpevole fuori piuttosto che un conclamato innocente dentro“, ha tuonato il ministro, aggiungendo che questo accade però non a causa del governo italiano. Sulle critiche riguardanti l’interrogatorio preventivo, che secondo le opposizioni potrebbe aiutare l’indagato, il Guardasigilli ha spiegato che la riforma aiuterà ad evitare carcerazioni inutili.
“Il 20% dei nostri detenuti è in attesa di giudizio perché sono stati ingabbiati in base a delle ragioni che poi sono state dichiarate nulle o illegittime“, ha poi aggiunto, spiegando che il governo ha intenzione di intervenire anche su questo e per fare in modo che i soldi possano essere utilizzati per risorse veramente utili anche all’interno delle carceri.
Non è mancata, poi, una critica a coloro che si sono detti contrari alla riforma della separazione delle carriere. Nello specifico, il Guardasigilli ha commentato una dichiarazione dello storico Alessandro Barbero, il quale si è detto contrario alla separazione dei Cdm. “Mi sono limitato a dire una cosa: gli storici danno interpretazioni eccentriche sugli eventi, ma non ho fatto alcuna polemica“, ha spiegato, per poi aggiungere durissimo: “L’ultima interpretazione eccentrica l’ha data un grande storico inglese, Taylor, secondo il quale la seconda guerra mondiale era nata per l’aggressività delle potenze occidentali“.
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