A 36 anni dalla caduta del Muro di Berlino, un simbolo di divisione e tensione, l’Occidente ricorda gli effetti di quella scelta e i cambiamenti che questa portò con sé. In un periodo storico in cui la guerra torna a riaffacciarsi ai confini europei, il ricordo delle conseguenze provocate dai conflitti pesa ancora di più sulle spalle dei leader dei governi Ue.
Davanti al conflitto russo ucraino, che ormai da tre anni e mezzo prosegue senza tregua e senza speranze di una conclusione veloce, il mondo cerca di non dimenticare e soprattutto di rafforzare i propri principi e le promesse ai popoli. Il Muro di Berlino ricorda ancora oggi l’importanza della libertà e della civile convivenza e la sua distruzione rappresenta a tutti gli effetti l’inizio di una nuova epoca.
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Proprio su questo aspetto, si è concentrato il messaggio del Presidente del Consiglio. Sui suoi canali social, Giorgia Meloni ha voluto celebrare questo importante anniversario, ricordando come la caduta del Muro di Berlino non sia il semplice “abbattimento di un muro che per anni aveva diviso la Germania in due sotto la morsa del comunismo“, ma rappresenti anche “il momento in cui migliaia di persone, unite e legate dallo stesso desiderio, avevano dato inizio a una nuova alba e a un nuovo giorno con la riconquista della libertà, della speranza e della democrazia“.
Un evento unico nel suo genere, che ha saputo dimostrare come la collaborazione e la capacità di condividere abbiano permesso ad un popolo di ritrovare la sua unità, utilizzandola per raggiungere uno scopo comune fatto di libere scelte e opinioni. Anche nella consapevolezza di questo aspetto, l’Italia ha deciso di dedicare il 9 novembre al “Giorno della Libertà“, istituito con la Legge del 15 aprile 2005 numero 61.
Meloni spiega che questa giornata nasce proprio per ricordare coloro che hanno sofferto, che hanno sperato e che “hanno avuto il coraggio di credere che il mondo potesse cambiare“. Oggi, a 36 anni di distanza dal giorno della caduta del Muro di Berlino, il nostro Paese rinnova questi principi, impegnandosi a “ricercare quotidianamente quella stessa speranza e voglia di libertà“.
Muro di Berlino, i messaggi degli altri esponenti politici
Un messaggio che è stato condiviso anche dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il quale ha voluto ricordare come quanto avvenuto il 9 novembre 1989 rappresenti “la fine di un’epoca che aveva segnato l’Europa e tutto il mondo, e iniziava una nuova fase storica. Una vittoria della libertà, simbolo nella memoria di tutti“.
Anche il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha voluto unirsi al corso di persone che hanno voluto ricordare l’importanza di questa giornata. “Quella di oggi è una data che cambiò la storia, che pose fine a decenni di divisioni e aprì la strada a un nuovo cammino di libertà, pace e cooperazione“, ha sostenuto il ministro, aggiungendo che oggi, in un mondo in cui sono tornati in auge i conflitti, rappresenta “un valore ancora più profondo“.
Sulla questione si è espressa anche Roberta Metsola, presidente del Parlamento europea, la quale ha voluto sottolineare come furono “il coraggio e la determinazione” a far cadere il Muro di Berlino. La presidente ha quindi invitato tutti gli europei a fare tesoro di quei principi, in quanto “oggi, quello stesso spirito deve guidarci mentre continuiamo a costruire un’Europa di pace“.
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