Un crollo considerevole quello registrato in Borsa daMonte dei Paschi di Siena(Mps), che oggi ha risentito dell’annuncio del Presidente del Consiglio,Giorgia Meloni, sul definitivo abbandono del governo nel gruppo. In una intervista aBloomberg, infatti, il premier ha spiegato che “il ruolo dell’Esecutivo è terminato“, per poi ricordare che la quota residua del 4,9% non dà allo Stato la possibilità di esercitare una influenza significativa sulla governance.
Il capo del governo ha poi specificato che non vi sarà la partecipazione di quest’ultimo alla nomina di nuovi organi amministrativi e di vigilanza. Di conseguenza,il titolo in Borsa è sprofondato arrivando a cedere il 6,2% a 8,35 euroe portando con sé Mediobanca, che ha registrato il -5,4% a 18,66 euro. Una situazione che ha creato un certo scompenso, come spiegato anche dal senatore del M5S,Stefano Patuanelli: “Fare una dichiarazione simile a Borse aperte è sbagliato, direi quasi folle. Qui non è questione di destra o sinistra. Si tratta di responsabilità istituzionale. Queste cose non sono un talk show“.
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Perché il governo era azionista di Mps?
Il governo italiano è entrato nel capitale di Monte dei Paschi di Siena come azionista di riferimento nel 2017 proprio per salvare e ricapitalizzare il gruppo.Essendo una delle banche più antiche del Paese, il suo fallimento avrebbe potuto creare un effetto a catena devastante. A quasi 10 anni di distanza da questa decisione, però, il governo ora è pronto a lasciar crescere in autonomia questa realtà.
Le parole di Meloni sono state rese pubbliche nello stesso giorno in cui Mps aveva annunciato la filosofia alla base delnuovo business plan 2026-2030, l’acquisizione di Mediobanca. I target finanziari prevedono il raggiungimento di un utile netto adjusted di 3,3 miliardi nel 2028 e di 3,7 miliardi nel 2030, con un Rote adjusted pari al 18%, sempre nel 2030. L’annuncio del premier, però, ha creato un certo terremoto economico.
Le parole di Giorgia Meloni su Mps
Nel corso della sua intervista a Bloomberg, quindi,Giorgia Meloni ha spiegato che Mps è stato un dossier complesso che però il governo ha saputo gestirecon capacità uniche. L’istituto di credito ora è “un’istituzione solida”, ha aggiunto, definendo poi il salvataggio e la ristrutturazione della banca come “molto ambiziosi“.
Il Primo Ministro ha ribadito che, pur rimanendofavorevole alla creazione di un“terzo polo bancario” in Italia il risultato “non dipende da noi“. Parlando di Generali, poi, Meloni ha sottolineato “l’importanza strategica del risparmio nazionale“, aggiungendo che si tratta di “risorse raccolte in Italia da risparmiatori italiani“. Di conseguenza, dal suo punto di vista, diventa fondamentale che queste risorse possano essere investite per contribuire a rafforzare l’economia italiana in un circolo virtuoso che possa essere per tutte le parti ambizioso.
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