È morto a Roma, all’età di90 anni, Massimiliano Cencelli,funzionario della Democrazia Cristianae uomo il cui cognome è entrato definitivamente nella storia del linguaggio politico italiano. A renderlo celebre fu ilManuale Cencellidiventato negli anni sinonimo della distribuzione degli incarichi politici sulla base del peso dei partiti e delle correnti.
Cencelli si iscrisse allaDemocrazia Cristiana nel 1954e negli anni successivi ne diventò funzionario. FusegretariodiAdolfo Sarti, prima di collaborare conNicola Mancino, che sarebbe poi diventato vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Una carriera interna alla Dc maturata negli anni della Prima Repubblica, quando gli equilibri tra correnti e partiti rappresentavano uno degli elementi centrali della vita politica nazionale.
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Il “Manuale” mai pubblicato
È però il suo cognome ad aver superato la stagione politica nella quale Cencelli aveva operato. Il “Manuale Cencelli” è diventato infatti una formula utilizzata da giornalisti e politici per descrivere laspartizione degli incarichi di governo e delle posizioni di potere tra le diverse forze politiche, in proporzione alla loro consistenza e al loro peso all’interno delle maggioranze.
Un paradosso, perché quel manuale tanto citatonon sarebbe mai stato pubblicato.Eppure il suo nome è rimasto nel vocabolario della politica italiana,fino a diventare un’espressione utilizzata ancora oggi ogni volta che si discute della distribuzione di ministeri, sottosegretariati o altri incarichi tra partiti e correnti.
A ricordarlo è statoGianfranco Rotondi, ex esponente della Dc e oggi deputato di Fratelli d’Italia, cheha definito il lavoro di Cencelli un capolavoro politico.“Più del leader del partito, Cencelli è sempre rimasto nella cronaca, non ne è mai uscito e mai ne uscirà”,ha dichiarato Rotondi, sottolineando proprio la singolare eredità lasciata dal funzionario democristiano.
Dalla Dc alla candidatura a Roma
Nel corso della sua vita politica, Cencelli rimase legato a quel mondo democristiano nel quale aveva iniziato la propria attività. Nel2001si candidò inoltre al Consiglio comunale di Roma nella lista della Margherita. Ma nessuna esperienza politica avrebbe avuto la stessa forza simbolica del cognome che continuava a essere associato alle trattative sulle nomine.
Il Manuale Cencelli è così diventato, nel tempo, qualcosa di più della presunta tecnica alla quale faceva riferimento: unametafora della politica delle correnti, degli equilibri e delle trattative. Un’espressione capace di sopravvivere alla fine della Dc e alla trasformazione del sistema dei partiti.
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