Il documentario su Giulio Regeni è stato respinto due volte da una commissione tecnica, non politica, giusto o sbagliato che sia”. Non finiscono le polemiche sul mancato finanziamento statale al docufilm su Giulio Regeni, su cui Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura in quota FdI, riprende il filo e ribadisce la sua posizione nonché ciò che è effettivamente accaduto in commissione.
Mollicone negli ultimi giorni era entrato al centro della vicendaper delle voci che lo vedevano come responsabile della mancata realizzazione del docufilmsul dottorando ucciso e torturato in Egitto più di 10 anni fa.
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La posizione ufficiale di Mollicone e Fratelli d’Italia
“Per me è stato sbagliato, bastava controllare sul weble posizioni di Fratelli d’Italia, dal presidente Meloni fino al coordinatore Donzelli, che sono state sempre a favore della verità su Regeni“, stigmatizza il deputato ricordando che si tratta di un ricercatore italiano “sequestrato e torturato da alcuni agenti dei servizi egiziani. Su questo c’è un processo in atto ed è interesse nazionale tutelare la verità su un cittadino italiano all’estero”.
Insomma, la sintesi è chiara: “Questa è la posizione ufficiale di Fratelli d’Italia“. Ai microfoni di Radio Roma Sound, il presidente di Commissione ha rimarcato anche comele decisioni prese dalle commissioni tecniche sono sempre prese in maniera autonoma.
E non solo, perché il deputato ha tenuto a far sapere di aver contattato personalmente il regista Simone Manetti perospitare una proiezione alla Camera invitando anche i genitori di Regeni, che se vorranno, potranno essere ospiti di un dibattito e un confronto.“Ci sono centinaia di film prodotti che vanno in sala ma non hanno successo, gli stessi che vengono prodotti grazie ai finanziamenti e al tax credit”, chiosa allora Mollicone.
La proposta di testo per la delega al governo di riformare la governance del cinema
Proprio Mollicone si sta battendo per sottoscrivere un testo di delega al governo perché riformi tutta la governance del cinema e sarà il primo firmatario di questa proposta, che si confronterà con i testi delle opposizioni per fare un dossier unico che andrà in aula e verrà votato.“La delega del parlamento al governo, –spiega– espliciterà gli indirizzi, e riformerà anche il tax credit. Da qui c’è anche la lettura di questo clima incandescente, ma noi andremo avanti lo stesso perché pensiamo che sia necessario e che la struttura creata dal ministro Franceschini sia superata“.
Quindi da parte del governo traspare sollecitazione e attenzione al dialogo proprio per riformare radicalmente questo sistema che nel corso degli anni ha erogato soldi attraverso il tax credit per film che alla fine dei conti, forse non meritavano quel tipo di investimento:“Ai film prima gli vengono dati i soldi, poi si scopre se hanno successo o meno”.
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