“Dobbiamo fare in fretta perché rischia di saltare l’economia globale“. Così parla, a porte chiuse, il presidente del ConsiglioGiorgia Meloni. Lo fa dopo aver partecipato a Parigi alvertice dei Volenterosiinsieme al presidente franceseMacron, al cancelliere tedescoMerze al premier britannicoStarmer. NellaVille Lumièreè stato infatti stabilito che Francia e Gran Bretagna guiderannouna missione pacifica per garantire la libertà di navigazione nelloStretto di Hormuz.
Anche l’Italia parteciperà alla missione di Francia e Gran Bretagna
Alla spedizione parteciperà anche il nostro Paese che, come riportaLa Repubblica, è pronto a fornire almenodue navi cacciamine, una fregata e un’imbarcazione per la logistica.Sulla carta, tuttavia, si può arrivare a quattro cacciamine e mettere a disposizione anche una portaelicotteri. La macchina operativa è avviata dunque, e serviranno almeno due settimane per giungere nei pressi del braccio di mare da cui,prima della guerra Usa-Israele contro l’Iran passava circa il 20% del petrolio commercializzato a livello globale.
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È previsto che l’operazione si articoli in due tappe: una prima spedizione con alcune imbarcazioni dell’operazione europeaAspides, attualmente nel Mar Rosso impegnate a proteggere le navi mercantili dagli attacchi degliHouthi, poi la missione vera e propria per Hormuz, una volta che sarà pronta la flotta internazionale.
Il governo dovrà chiedere l’autorizzazione del Parlamento
In ogni caso, prima di muoversiil governo italiano dovrà chiedere l’autorizzazione al Parlamento, così come prevede la Costituzione. Passaggio che si configura come poco più che una formalità per Meloni, che infatti dice sicura ai suoi:“Come dire no a un impegno a cui lavora l’intera comunità internazionale?” Il contesto in cui avverrà l’operazione disminamento dello Stretto, deve inoltre essere quello di una “treguanecessaria per assicurare la difesa della libertà di navigazione senza alcun pedaggio“. Si spera dunque che, nel corso della prossima settimana,Stati Uniti ed Iran possano trovare un’intesa per la cessazione delle ostilità.
In ultimo, l’intera missione dovrà tassativamente averenatura difensiva, con il premier pronto a chiedere unombrello internazionale, non necessariamente quello delle Nazioni Unite, che possa mettere d’accordo tutti.
Le opposizioni: “Italia partecipi solo se Onu autorizza la missione”
Nonostante le cautele di Meloni, le opposizioni criticano fortemente la prospettiva di un impegno italiano nel braccio di mare. PerGiuseppe Provenzano, responsabile Esteri per il Partito democratico, una semplice tregua non è sufficiente per autorizzare la spedizione e servirebbe piuttosto“un accordo di pace stabile e duraturo”, altrimenti “si rischia cha mandare navi in un teatro di guerra venga interpretato come uncoinvolgimento diretto“.
Gli fa eco il presidente del Movimento 5 StelleGiuseppe Conte, che chiede “una cornice giuridica chiara“, auspicando che la missione avvenga sotto l’egida delle Nazioni Unite. Infine, i due leader di Alleanza Verdi e Sinistra,Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, chiedono il rispetto del diritto internazionale e unosmarcamento da Washington, chiosando: “Gli interessi dell’Italia non si perseguono seguendo icowboy che lanciano missili e bombe“.
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