“Lepore ti vogliamo come Fakir“. Figurano almeno20 indagati per le minacce onlinerivolte al sindaco di Bologna, Matteo Lepore, in seguito alla sua decisione di organizzare una manifestazione indetta per la morte diAbderrahim Fakir dello scorso 20 luglio. Subito dopo gli scontri e i disordini di quella sera, consumatisi mentre andava finendo il presidio convocato dal primo cittadino e dai familiari dell’uomo deceduto al Pilastro, era infatti iniziata una pioggia di insulti nei confronti di Lepore.
Centinaia i commenti che si sono moltiplicati sotto i suoi post su social, con tanto di auspici dai toni molto minacciosi reperiti anche in chat in privato. Sotto la lente del legale di Palazzo d’Accursio, Tommaso Guerini, frasi di vario genere come “La polizia dovrebbe rifiutarsi di proteggerti, dovresti girare a Bologna senza nessuna tutela“. Fino però a passare alle minacce di morte più circostanziate, dove emerge la conoscenza della residenza e dell’indirizzo di casa del sindaco bolognese.
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Insomma, uno tzunami di frasi anche inquietanti che lo scorso24 luglio lo stesso Lepore ha deciso di denunciare in questura, per tutelarsi, arrivando davanti agli agenti con decine di commenti pubblici e privati via social. E così, la scelta di contrastare gli hater minacciosi, attraverso le indagini della Digos, ha avuto già i suoi sviluppi.
Tra i 20 indagati, da quanto appreso, alcuni sono già stati rintracciati e formalmenteindagati per minacce aggravate. I destinatari della notifica, già deferiti all’autorità giudiziaria, sarebbero soprattutto residenti sul territorio locale, tra Bologna e provincia, mentre altri non avrebbero legali con la città ed abiterebbero fuori regione. E tutti non sarebbero soggetti conosciuti o con precedenti particolari.
Il tracciamenti di questi primi indagati sarebbe risultato abbastanza semplice in quanto, come si evince anche da sotto i post del sindaco,gran parte dei profili sotto accusa ha utilizzato il proprio nome e cognome per scrivere frasi ingiuriose e nessun nickname. Le indagini comunque sono ancora in corso per risalire anche gli altri autori delle minacce.
Intanto, già proprio dopo le intimidazioni, laquestura aveva valutato di affidare a Lepore una scorta, che lo segue tutt’ora in ogni appuntamento ufficiale e che, inoltre, monitora clima di odio diffuso via web nei suoi confronti.
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