Ilgemellaggio traMilano e Tel Avivva avanti, ma il clima politico attorno alla scelta è tutt’altro che sereno. Dopo settimane di pressioni interne alla maggioranza, il sindacoBeppe Salaha deciso di non interrompere i rapporti con la città israeliana, rilanciando invece lalinea del dialogo.
La conferma è arrivata dopo una telefonata, avvenuta il16 aprile, con il sindaco di Tel AvivRon Huldai.Quest’ultimo aveva già anticipato la sua posizione in una lettera:mantenere vivo il gemellaggio come simbolo di confronto e cooperazione, anche in un momento così delicato.
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Sala, in una nota, ha ribadito la posizione del Comune: “Milano resta una città di democrazia e di pace”,contraria a ogni forma diviolenza e terrorismo. Allo stesso tempo, il sindaco ha preso le distanze dalle politiche del governo guidato daBenjamin Netanyahu,sottolineando la necessità dicontinuare a dialogare con le realtà israeliane critiche verso l’attuale situazione.
La linea di contatto però non si ferma solo alla diplomazia. Palazzo Marino punta anche a rafforzare le iniziative concrete disostegno alla popolazionedi Gaza Strip, già avviate tramite società partecipate del Comune.
La lettera da Tel Aviv a Milano: “Costruire ponti, non muri”
Nel suo messaggio,Huldaiha insistito su un punto chiave: il valore del dialogo.“Milano e Tel Aviv hanno scelto i ponti sui muri”, scrive, descrivendo una società israeliana attraversata datensioni, proteste e dibattiti profondi.
Tel Aviv, spiega, è al centro di questa battaglia interna, non contro il proprio Paese ma “per la sua anima democratica”. Da qui la richiesta diretta a Sala di restare al fianco di chi crede nellacooperazione e nel confronto, anche quando le posizioni sono distanti.
La spaccatura nella maggioranza
La decisione del sindaco, però, ha aperto una frattura politica. IVerdia Palazzo Marino parlano di scelta “irricevibile”,accusando Sala di non aver dato seguito all’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale lo scorso ottobre, che chiedeva disospendere il gemellaggio.
Critiche anche dalPartito Democratico: la capogruppo Beatrice Uguccioni esprime “rammarico”, ricordando che il documento votato fissavacondizioni precise per un eventuale congelamento dei rapporti, soprattutto alla luce delle azioni del governo israeliano aGaza.
Se da una parte Sala prova a tenere insieme la linea di condanna politica e di dialogo istituzionale, dall’altra la maggioranza non appare convinta dalla sintesi. L’equilibrio quindi è fragile perché il gemellaggio non è è più solo un rapporto tra città ma anche unterreno di scontro politico, simbolico e internazionale.
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