Si è tenuto oggi il Consiglio d’emergenza europeo alla luce deifatti di Ceuta, dove un’onda di migranti irregolari provenienti dal Marocco si è abbattuta sull’exclave spagnola. In una nota al termine della videoconferenza informale dei ministri dell’Interno, il Consiglio Ue ha scritto: “Gli Stati membri e i Paesi associati a Schengen hanno espresso unanimesolidarietà alla Spagna,elogiando la rapidità e l’efficacia con cui le autorità spagnole hanno gestito la situazione a Ceuta. I ministri hanno inoltre espressocordoglioper le persone che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare la frontiera“.
Poi il Consiglio ha sottolineato che, stando agli ultimi aggiornamenti delle autorità spagnole e dalla Commissione europea, “la stragrande maggioranza delle persone entrate irregolarmente è già statarimpatriataenon si sono registrati spostamenti successiviverso la Spagna continentale o altri Stati membri“.
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Tuttavia oggi si è registrata anche l’ennesima tragedia in mare.Sarebbero almeno 17 i migranti morti nel tentativo di raggiungere le Isole Baleariin barca, dopo 15 giorni alla deriva. Stando al racconto dei superstiti, l’imbarcazione era salpata con 19 persone a bordo dalle coste del Nord Africa ed è rimasta alla deriva per due settimane, durante le quali sarebbero morti 17 degli occupanti, prima dell’arrivo dei soccorsi.
Piantedosi: “La chiusura delle frontiere non è una misura contro la Spagna o altri partner”
Nella tragedia, intanto, si sta cercando di fare il punto per sopperire alle mancanze nella gestione di vicende come queste legateall’immigrazione. Nel suo intervento in videoconferenza dinanzi ai colleghi europei, il ministroMatteo Piantedosiha spiegato il motivo della chiusura delle frontiere specificando che non si tratta “in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner“, bensì è “una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione“.
Dall’altra parte tuttavia, il ministro dell’Interno spagnoloFernando Grande-Marlaskaha esortato l’Italia arevocare “il prima possibile” i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna. Al termine della videoconferenza, il ministro ha sottolineato che lo spazio Schengen non è stato in alcun modo compromesso e che “Ceuta gode di un regime speciale nell’ambito di Schengen e nessuno può lasciarla senza un controllo effettivo“.
Brunner: “Comprendo l’Italia, valuteremo le misure adottate”
Di un altro avviso il commissario europeo agli Affari Interni e alle MigrazioniMagnus Brunner. Questi infatti “ha compreso” la reazione delle autorità italiane perché “la gente era preoccupata” e infatti, per questo, ha aggiunto,“abbiamo questa possibilità nel Codice delle frontiere Schengen” di reintrodurre controlli alle frontiere interne.
In base al nuovo Codice delle frontiere Schengen, ha ricordato, gli Stati membri “possono eccezionalmente e temporaneamente reintrodurre i controlli alle frontiere interne. E alcuni Stati membri, hanno già colto questa possibilità, quando devono affrontare gravi minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza interna. Questo è il caso ora, estiamo ovviamente verificando se le regole vengono rispettate da tutti“.
Ora, ha continuato, verrà fatta “una valutazione delle misure adottate“, che devono essere “proporzionate” e “temporanee“. Il ministro ha sottolineato che, essendosi evoluta la situazione negli ultimi giorni, “ora c’è più chiarezza”. Infatti, ha fatto notare la conferma da parte del governo spagnolo in merito al fatto che molte persone sono tornate in Marocco. “Non era così quando l’Italia aveva in qualche modo espresso le sue opinioni, e ora non ci possono essere ulteriori spostamenti” verso l’Ue, “quindi vedremo”, ha concluso.
Dalle difficoltà all’azione
Piantedosi ha ricordato anche come tutti siano a conoscenza di cosa “significhi trovarsi in prima linea di fronte a un’emergenza straordinaria, come avvenuto nel corso del2023in particolare aLampedusa. In quell’occasione l’Italia non ricevette la necessaria e prevista solidarietà che ci saremmo aspettati“, chiosa il ministro rivolgendosi ai colleghi europei.
Da qui, il titolare del Viminale ha indicato quale, secondo il governo italiano, dovrà essere il piano strategico per affrontare l’emergenza migranti: “Dobbiamo agire come un blocco unito, compatto e coeso per fermare le partenze all’origine e rimpatriare coloro che non hanno diritto a permanere sul territorio dell’Unione“. Di conseguenza, a detta del titolare del Viminale, l’Ue deve usare ogni leva contro i Paesi che non collaborano sui rimpatri.
Piantedosi, inoltre, non ha esitato a rivendicare l’efficacia del modello italiano: “E’ giunto il momento di mettere in pratica i nuovi modelli di hubper la gestione esterna delle procedure di asilo e per i rimpatri in Paesi terzi sicuri, superando i vecchi tabù ideologici del passato. In questo senso,l’Italia ha fatto da apripista“.
La bozza del decreto legge
Da quanto si legge, invece, da una bozza del decreto legge che era oggi sul tavolo del Cdm, per ilpotenziamento dei servizi di controllo delle frontiere e dei flussi migratori, anche relativi allo svolgimento delle verifiche preliminari di identità, di sicurezza e delle operazioni di rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico, svolte dagli uffici di polizia di frontiera e dalle questure, “è autorizzata nel limite della dotazione organica, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, l’assunzione straordinaria di cinquecento unitànel ruolo iniziale di agenti e assistenti della Polizia di Stato non prima del 1° dicembre 2026“.
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