Due barconi carichi di migranti, un mar Mediterraneo più agitato dal solito e poi d’improvviso la tragedia. Sono almeno 27 le vittime del doppio naufragio che si è verificato ieri al largo delle coste di Lampedusa, in Sicilia, ma si teme che il bilancio possa arrivare anche a 35 decessi. Tra di essi almeno 3 minori, tra cui una neonata. Il viaggio della speranza alla ricerca di una vita migliore si è concluso con il sapore dell’acqua salata in bocca e il terrore che nessun soccorso sarebbe potuto arrivare il tempo.
L’ennesima ecatombe del mare che, in un agosto colmo di scontri politici, riaccende la polemica sull’immigrazione irregolare. Bloccarla o sostenerla? Questo è il fulcro del dibattito che si è acceso ieri tra maggioranza e opposizione, perché quando i migranti muoiono nel corso di un viaggio verso le coste italiane, le domande che iniziano a sorgere sono numerose.
Lampedusa, il centrodestra grida ai “trafficanti inumani”
Ieri, il primo ad esprimersi è stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che incarnando la posizione di tutto il centrodestra ha riconosciuto nei trafficanti di esseri umani i responsabili di questa tragedia. Perciò, affinché una catastrofe simile non si verifichi ancora, è necessario fermare l’immigrazione sin dai porti di partenza con accordi con i Paesi di origine e quelli di imbarco.
Le due imbarcazioni che ieri sono affondate erano partite dalla Libia, ma trasportavano migranti di varie nazionalità. Una rappresentazione di quanto questo fenomeno sia ormai capillare. Ad aprire del tutto la polemica, poi, le parole dello stesso Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha riconosciuto come il dispositivo internazionale Frontex non sia sufficiente a prevenire tali tragedie. Il problema, dunque, si trova alla radice.
Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha accusato i trafficanti che “fanno affari sulla pelle delle persone“, per poi aggiungere di auspicare l’impegno della comunità internazionale affinché vengano adottate soluzioni che impediscano queste tragedie. “I veri e soli responsabili dell’ennesima tragedia sono i trafficanti, insieme agli ultrà dell’accoglienza“, ha tuonato il vicepremier, Matteo Salvini.
Lampedusa, la rabbia delle opposizioni per l’ennesima tragedia in mare
Eppure, le opposizioni non sono dello stesso avviso. Secondo la maggior parte degli esponenti del centrosinistra, il governo non sarebbe realmente intenzionato a combattere i trafficanti di esseri umani, tanto da arrivare a parlare di “statistiche fasulle” sugli sbarchi. Questa, infatti, è la tesi dei leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che hanno lanciato un appello al governo affinché vengano modificate le legge che attualmente impediscono i soccorsi e trasformano il Mediterraneo in un “cimitero“.
Durissimo anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, secondo cui Meloni avrebbe perso ogni diritto di discutere di migrazioni irregolari nel momento in cui il suo governo ha deciso di rilasciare il generale libico Almasri. “Dopo la strage di Lampedusa, come dopo Cutro, Giorgia Meloni prova oggi a strumentalizzare in modo cinico l’accaduto“, ha tuonato, ricordando come 10 anni fa il premier facesse “sciacallaggio” dai banchi delle opposizioni mentre ossi si trova al governo, ma preferisce “aiutare i trafficanti di esseri umani continuare il proprio business disumano“.
Anche Riccardo Magi, leader di +Europa, condanna con asprezza l’operato del governo Meloni, sottolineando come la tragedia di ieri non faccia altro che dimostrare il fallimento dell’esecutivo sulla lotta all’immigrazione irregolare. “Dagli accordi con la Libia, che evidentemente non fermano le partenze, al sistema dei soccorsi, fino al trasferimento nei Cpr in Albania“, ha ricordato il presidente del partito all’opposizione, chiarendo che un episodio simile deve mettere in luce anche la gestione inadeguata dei migranti che giungono in Italia.
Questi secondo Magi sarebbero gestiti “come prigionieri“, tanto da avvertire un “totale disinteresse per le vite umane“. Proprio alla luce di questa considerazione, Magi ha voluto unirsi all’appello della Sea Watch, la Ong che da ieri si chiede perché nessuno abbia avvisato le Organizzazione non governative affinché potessero intervenire tempestivamente a salvaguardia delle vite presenti su quei due barconi.
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