Il governo ha chiesto ufficialmente all’Ue unaderoga al Patto di stabilità per fare fronte al caro energia. Ieri, prima di lasciare la Grecia, dove si era recato per partecipare all’Europe Gulf Forum, il premierGiorgia Meloniha inviato una lettera alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, manifestando la volontà dideviare dai vincoli sui conti pubbliciin ragione delle “circostanze eccezionali” determinate dalla crisi energetica.
“L’Italia ritiene necessario— si legge nella missiva visionata dalCorriere della Sera—estendere temporaneamente il campo di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale, già prevista per le spese di difesa, anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica“.
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Meloni a von der Leyen: “Ue consenta flessibilità non solo per la difesa ma anche per le spese delle famiglie”
Come riporta il quotidiano di via Solferino, il capo del governo chiede all’inquilina di Palazzo Berlaymont “un segnale di coerenza, di buon senso e di vicinanza ai cittadini” ed evoca la clausola che consente agli Stati membri di procedere in deroga alle regole di bilancio Ue. Un meccanismo che per Roma è indispensabile, stanti i rincari del petrolio e del gas causati dallaguerra in Iran.
Nella lettera, Meloni esplicita il rischio che l’Italia non attivi ilprogramma Safe per le spese in ambito difesa, considerato da Bruxelles cruciale per il rafforzamento strategico dell’Ue, osservando: “Non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini chel’Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica che rischia di colpire duramente l’economia reale“.
Meloni: “La sicurezza si misura anche con la possibilità per le imprese di continuare a produrre”
La flessibilità chiesta dal governo dovrebbe permettere dideviare dai vincoli di spesacon un margine analogo a quello per le spese della difesa, ossia fino a un massimo dell’1,5% del prodotto interno lordo. Questo perché, sebbene il premier rassicuri che “l’Italia continuerà a fare la propria parte per rafforzare la sicurezza e la difesa europea“, specifica al contempo che la sicurezza non si misura solo con lacapacità militare, ma anche con la possibilità per le imprese di continuare a produrre e per le famiglie di sostenere i costi energetici.
In tutto questo, c’è una data giàsegnata in rossonell’agenda di Meloni: quella di venerdì prossimo, il 22 maggio, giorno in cui scadrà l’ennesimotaglio alle accise sui carburantideciso dal governo. Da parte sua, il ministro dell’EconomiaGiancarlo Giorgettista facendo capire da giorni che un ulteriore intervento potrebbe non essere possibile, visto che le casse pubbliche languono.
È inevitabile dunque l’inizio di unbraccio di ferro con Bruxelles, con il premier checerca la sponda di Berlino, giacché un’apertura del cancelliere tedescoFriedrich Merzpotrebbe ammorbidire la posizione di Von der Leyen. Da non sottovalutare anche l’aiuto che all’Italia può dare il presidente franceseEmmanuel Macron, che da tempospinge per un debito comune, tipo mini Recovery ai tempi del Covid.
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