La presidente del Consiglio,GiorgiaMeloni, in un punto stampa alVinitalydi Verona, è tornata ad affrontare temi caldi. Ha reso subito noto che in considerazione della situazione attuale,il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele. Dopo anni di sostegno a Tel Aviv, la premier ha dunque messo un freno al memorandum d’intesa sulla cooperazione nel settore della difesa tra Italia e Israele.
Fino ad oggi Meloni si era limitata acondannare gli attacchi israelianialle chiese o ai militari italiani della missione Unifil in Libano, ma aveva sempre perseguito la difesa del protocollo. Ora arriva però la conferma della decisione di sospensione e a ufficializzarla anche il ministro della Difesa Guido Crosetto in una lettera indirizzata al suo omologo israeliano Israel Katz.
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Meloni sul rapporto con gli Stati Uniti
Se l’intesa con Israele ha avuto uno stop e ne è arrivata la conferma, anche sulrapporto con gli Stati Unitila premier ha fatto delle precisazioni. L’Italia, afferma Meloni, cerca di fare il proprio meglio “considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario” ma alleanza non vuol dire vigliaccheria, “bisogna anche avere ilcoraggio di dire quando non sei d’accordo,che è quello che io faccio ogni giorno“.
Infatti, proprio ieri, a seguito dello scontro a fuoco tra il presidente americanoDonald Trumpe ilpapa Leone XIV, la premier si è esposta parlando di “dichiarazioni inaccettabili” da parte del tycoon. Ha dunque espresso solidarietà al pontefice e ha chiarito la sua posizione: “Francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici”.
Sospensione del Patto di Stabilità
Un altro argomento importante toccato è stato quello riguardante ilPatto di Stabilità. Il PSC è un accordo tra i paesi membri dell’Unione Europea che impone regole rigide sulle finanze pubbliche per garantire stabilità all’Eurozona. Con la crisi dovuta al conflitto in Medio Oriente è sorta una domanda:è il caso di sospenderlo?La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha stroncato sul nascere la possibilità, almeno per il momento, perchénon ci sono le condizioni ma dipende da come la crisi si sviluppa.
Sulla stessa linea anche Meloni che pur ritenendo utile un’eventuale sospensione del PSC ribadisce la necessità di vedere come va nei prossimi giorni. Tuttavia, a parere suo, “l’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi può avere nei prossimi mesiperché farebbe un enorme errore di valutazione se considerasse di muoversi troppo tardi“.
“Descalzi ha il dovere di porre le questioni per come le vede”
Fortemente sentito a livello europeo anche il dibattito sul gas russo. Un tema tornato d’attualità su cui si è esposto in maniera netta l’appena riconfermato amministratore delegato di Eni,Claudio Descalzi. A seguito dellacrisi energetica scatenata dal blocco dello Stretto di Hormuz, Descalzi ribadisce la necessità di sospendere il bando (europeo che scatterà il primo gennaio 2027 sui 20 miliardi di gas naturale liquefatto che vengono dalla Russia.
La riconferma di Descalzi come ad con il pieno sostegno dell’esecutivo ha sollevato domande su quale fosse la posizione del governo sullo stesso tema. A tal proposito, Meloni ha detto che in quanto operatore del settore Descalzi ha il dovere di porre le questioni per come le vede ma che, per il l’esecutivo, permane la speranza che nel gennaio 2027, qualora il problema dovesse porsi seriamente, si sarà raggiunta lapace in Ucraina.
Per Meloni è prematuro affrontare il tema ma occorre ricordare che la pressione economica esercitata sulla Russia in questi anni è l’arma più efficace per costruire la pace.
Continua la collaborazione con l’Ungheria
Ad un’altra domanda di estrema attualità riguardante il cambio della leadership in Ungheria, Giorgia Meloni ha risposto affermando cheRoma e Budapest continueranno a lavorare insiemeperché “per difendere gli interessi italianinon mi interessa capire da dove viene l’interlocutore“.
Ha poi sottolineato che il suo trascorso può dimostrare che l’interesse nazionale ha la priorità quindi al posto della provenienza dell’interlocutore per lei risulta nettamente più interessante lacomprensione delle sue necessità e di quelle della nazione che rappresenta.
Meloni conclude poi con un commento sarcastico: “Fa un po’ sorridere che la sinistra italiana sia contenta di un’elezione in cuila sinistra non è pervenuta,lascia ben sperare per il futuro, contenti loro per quello che è lo scenario che avremo per l’Europa, io ci metto la firma“.
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