Il tema della pace in Ucraina assume di giorno in giorno contorni sempre più ampi. In gioco, ormai da anni, non c’è la semplice difesa di un Paese alleato, ma c’è l’interno impianto delle sicurezze e delle libertà europee. “La difesa di Kiev è la difesa dell’Europa“, è il mantra che si ripete da qui a quattro anni, con l’obiettivo di lasciar comprendere che il conflitto russo-ucraino potrebbe improvvisamente espandersi e avvolgere l’intero Occidente.
L’ultimo allarme è stato lanciato proprio ieri dal Segretario della Nato, Mark Rutte, il quale ha messo in guardia l’intera Europa sulla possibilità che il prossimo obiettivo della Russia possa essere proprio l’Unione europea. Un pericolo che dovrebbe mettere in moto la macchina della difesa europea e degli investimenti militari.
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Proprio alla luce di un contesto così complesso, Meloni spinge sui principali leader europei per avere una linea comune con cui giungere al prossimo Consiglio europeo, che si terrà il 18 e il 19 dicembre. Il premier continua a rimanere allineata al solito equilibrismo transatlantico, tentando ancora di svolgere quel ruolo di ponte tra Stati Uniti ed Europa.
Meloni e la compattezza dell’Occidente: i pericoli di un allontanamento Usa
Ciò che conta, insomma, è evitare fratture sia tra le due sponde dell’Atlantico che all’interno dell’Unione europea. Nello specifico, il tema su cui serve avere maggiore compattezza è quello dello scongelamento degli asset russi presenti in Europa. Meloni continua a sottolineare la necessità di evitare una decisione che possa complicare ulteriormente il delicato rapporto con gli Usa.
Nel caso in cui il presidente Donald Trump dovesse improvvisamente decidere di ritirarsi dai negoziati, l’Europa si troverebbe a gestire da sola un conflitto che non è sostenibile. “Sarebbe un progetto illusorio senza gli Usa a bordo“, continua a ripetere ormai da tempo il Presidente del Consiglio. L’Italia non ritiene attuabile il piano dell’utilizzo dei fondi derivanti dagli asset russi per finanziare la difesa di Kiev, ma allo stesso tempo c’è il timore di un nuovo possibil stallo.
L’Europa continua ad arrancare e a rimanere indietro, mentre Nazioni ben più potenti prendono decisioni anche a scapito di Bruxelles. Resta difficile, dunque, ipotizzare che l’Italia possa porre un veto sugli asset al fine di tutelare il rapporto con gli Usa. Una mossa, inoltre, che sarebbe contro i migliori interessi ucraini e addirittura capace di soddisfare la Russia.
I prossimi impegni dell’Italia per Kiev: Meloni su asset russi
I prossimi giorni saranno dunque fondamentali per comprendere il futuro del conflitto e degli equilibri che in questi primi quattro anni di guerra si sono formati. Domani, il consigliere diplomatico Farbizio Saggio volerà a Parigi per conto di Meloni per prendere parte al summit dei funzionari Ue e Usa. Ieri, invece, il premier ha preso parte ad un incontro dei Volenterosi, al fine di evitare di rimanere esclusa, isolata. Anche stavolta al centro del dibattito erano presenti gli asset russi e anche stavolta l’Italia ha scelto la linea neutra.
Trump, però continua a pretendere prese di posizione e atti concreti da parte dell’Europa, affinché anche essa svolga un ruolo cruciale nel raggiungimento della pace a Kiev. Non è chiaro, però, quando e se la cautela dell’Italia si trasformerà mai in azione.
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