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Meloni affonda sulla sinistra: “Legittimano l’omicidio di Kirk perché esponente di destra”

Il premier alla festa dell'Udc ritorna sull'omicidio di Charlie Kirk oggetto di dibattito politico in questi ultimi giorni in cui sono emersi commenti e pareri al quanto discutibili e divisivi

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Dobbiamo immaginare pene inferiori per chi spara a esponente di destra?“. E’ questo di fatto il punto su cui si articola la riflessione diGiorgia Meloniintervenuta dal palco della festa nazionale dell’Udc, in corso a Roma, in merito agli ultimi affondi ed invettive scambiati tra maggioranza e opposizione dopo i commenti emersisull’omicidio diCharlie Kirk, l’attivista trumpiano assassinato lo scorso 11 settembre.

Una vicenda presa in considerazione per affrontare di fatto il tema dellalibertà di pensiero e di parolaedella violenza ad essa connessa. Una vicenda rimbalzata online scatenando reazioni di vario tipo e di cui gli scranni italiani sono stati cassa di risonanza.

Il presidente del Consiglio parte dalla comunità politica da cui proviene, riflettendo come sia stata spesso accusata “ingiustamente, di diffondere odio, che è stata accusata, guarda un po’, dagli stessi che oggi tacciono, minimizzano o addirittura giustificano o festeggiano l’omicidio premeditato, di un ragazzo di 31 anni cheaveva la colpa di difendere con coraggio le sue idee“.

In sostanza, per Meloni, il “clima anche in Italia stia diventando insostenibile“, e sostiene che sarebbe giunto il momento di “chiedere conto alla sinistra italiana di questo continuo giustificazionismo“.

Ma l’intento del premier è dimostrare che la politica può ricoprire un ruolo autorevole, “può essere credibile, capace di dedizione, che è capace di sacrificio, che può essere fatta con amore, per quello in cui si crede, per la propria nazione, per la propria gente“. Insomma, un passo in avanti, tornando al significato primario di politica che il premier vuole far riemergere “nel tempo in cuil’odio e la violenza politica stanno tornando drammaticamente una realtà, facendo venire molti nodi al pettine“.

Charlie Kirk “faceva paura perché quando non hai argomenti temi chi ne ha. Io l’ho visto accadere molte volte“, prosegue Meloni facendo notare che “a chi non ha argomenti rimane solamente l’arma della criminalizzazione, l’arma dell’ingiuria, l’arma dell’impresentabilità dell’avversario, l’arma della violenza che inizia sempre come violenza verbale ma qualche volta diventa anche violenza fisica.

Una considerazione che in pratica emergerebbe soprattutto dopo i molti commenti definiti “disumani” dal presidente del Consiglio, sulla morte dell’attivista trumpiano “e ne ho letti altri spaventosi“. Nello specifico, farebbe riferimento, come da lei stessa riportato come esempio, aPiergiorgio Odifreddi, intellettuale risaputo di sinistra, che avrebbe detto che “sparare a Martin Luther King e sparare a un rappresentante Maga non è la stessa cosa…“.

Da qui, la domanda retorica di Meloni che vorrebbe sapere cosa intendesse esattamente dire il professore: “Ci sono quindi persone a cui è legittimo sparare in base alle loro idee o a cui è meno grave sparare sempre perché non condividiamo le loro idee?“.

Le puntualizzazioni del premier però non hanno trovato un buon riscontro dell’opposizione, per cui si è esposto ancheMatteo Renzi, leader di Italia Viva. Riprendendo le parole di Meloni, l’ex premier dem si concede una stoccata non indifferente: “Io credo che sia arrivato il momento di dire a Giorgia Meloni che è l’ora di finirla di strumentalizzare e di fare la vittima su tutto“.

Per il senatore fiorentino, il clima in Italia sarebbe “esasperatoa causa dei “cattivi maestri come il ministro Ciriani“, che ieri si sarebbe mostrato ostile nei confronti di Iv paragonando il partito alle Brigate Rosse.La Meloni faccia dimettere il suo Ministro e si scusi con le opposizioni“.

Alle parole di Renzi fanno eco i capigruppo del Pd al Senato e alla Camera,Francesco Boccia e Chiara Bragache, insieme al capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti, si sono espressi nel merito. “Meloni oggi straparla. Accusarci di chissà quali nefandezze serve solo alla destra per coprire il nulla cosmico dell’azione di questo governo“, l’affondo arriva forte e chiaro, girando il coltello nella piaga con l’accusa di non saper governare: “La aspettiamo in Parlamento per il confronto. Invece di accusarci per colpe che non abbiamo dimostri di saper governare. Fino ad ora non ci è riuscita”. 

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