“Dopo il referendum si è detto che la linea del governo era diraddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti diNetanyahu e di Trump. Lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda“. Frasi choc quelle del deputato del Movimento 5 StelleFrancesco Silvestri, che in Aula ha violentemente insultatoGiorgia Meloni, scatenando la decisa risposta del premier e attirandosi una virulenta ondata di accuse disessismo.
Meloni vittima di frasi sessiste rivendica la sua storia politica
L’intervento del pentastellato ha toccato nel profondo il presidente del Coniglio, che si è sentito ferito nella sua storia personale dipolitico “underdog“,squarciando inoltre per l’ennesima volta il velo di Maya sull’ipocrisiadelle cosiddette “forze progressiste”, tanto solerti nel farsi alfieri del rispetto per le minoranze e i vari orientamenti sessuali, quanto disposti ascreditare senza remore gli avversari politici. Curioso, tra l’altro, che l’episodio avvenga nello stesso giorno in cui proprioMeloni aveva ricordato lo storico leader del PciEnrico Berlinguerin occasione dell’anniversario della sua morte, scrivendo sui social che “si può fare politica senzademonizzare gli avversari“. Messaggio arrivato forte e chiaro, pare.
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Alle parole sessiste di Silvestri il premier ha risposto in maniera ferma e decisa, lasciando trapelare tutto l’orgogliodi chi ha lottato con le unghie e con i denti per ottenere i ruoli apicali che occupa, senza scendere ad ambigui compromessi: “Collega Silvestri, quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una persona che senza mai indossare delle ginocchiere è arrivata dove è arrivatasenza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie, è questo che vi dà fastidio. Vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio in Italia sia arrivata dalla destra, perchévoi non siete stati capaci a proporla”.
Conte minimizza, Silvestri parla di strumentalizzazione delle sue parole
Una risposta che avrebbe dovuto spingere chiunque a restare in doveroso silenzio, riflettendo sugli sproloqui del pentastellato. Eppure, il presidente del Movimento 5 StelleGiuseppe Conte, con la solita sfrontatezza di chi è in campagna elettorale perenne, ha minimizzato la questione, dichiarando con sprezzo del ridicolo: “Nessuna offesa personale. È ovvio che è una critica dovuta al fatto della subalternità. Quindi non c’è nulla da speculare“. Un bel tacer non fu mai scritto.
Da parte sua, Silvestri si è puerilmente difeso, negando le accuse di sessismo e ribadendo che la sua era una frase riferita allapostura politica del governo, interpretata in mala fede dalla premier per “distrarre dal dibattito vero“. E con l’arroganza di chi non riesce proprio ad ammettere di avere torto ha espresso “dispiacere per qualsiasi persona abbia frainteso“, rimarcando che“la malizia è negli occhi di chi guarda“.
Gli atavici problemi del Movimento 5 Stelle con il gentil sesso
A fare quadrato intorno al premier, esprimendoglisolidarietà per il vile attacco, sono intervenuti diversi esponenti della maggioranza, dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo alla deputata di Noi Moderati Mara Carfagna, passando per il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan e la capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi.
Non è tuttavia la prima volta che i membri del Movimento manifestano atteggiamenti sessisti e didisprezzo per il genere femminile. Nel gennaio del 2014, durante un alterco in Commissione giustizia alla Camera, il pentastellatoMassimo Felice De Rosaaveva pesantemente insultato le colleghe del Partito democratico, apostrofandole con “siete qui perché brave solo a fare i pompini“. Negli stessi giorni, dopo che l’allora presidente della CameraLaura Boldriniaveva deciso di applicare la“ghigliottina”per accelerare i lavori parlamentari sulla conversione in legge del decreto IMU-Banche (interrompendo l’ostruzionismo del M5S e passando direttamente al voto finale) , un utente del blog diBeppe Grilloaveva postato la seguente domanda: “Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?“.
Le risposte dei fini intellettuali illuministi elettori del partito che combatteva la“casta”erano prevedibilmente state un coacervo diviolentissimi insulti sessisti e minacce di morte. “L’ammazzerei di botte“, “la porterei in un campo rom o in mezzo a un gruppo di africani“. Insomma, le frasi sui muri dei bagni pubblici al confronto sembravano la “Recherche” di Proust. Un problema con il gentil sesso atavico quello dei pentastellati, gli stessi che ciarlavano di“aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno“. Ecco, forse sarebbe meglio aprire primaun manuale dibon ton.
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