L’annullo di un francobolloannulla una partecipazione ad un vertice europeo.Ieri infatti il premierGiorgia Meloninon ha preso parte all’incontro Europa-Balcani occidentali previsto a Tivat, in Montenegro. Palazzo Chigi ha dato la responsabilità del ritardo che non ha permesso la premier di imbarcarsi sull’aereo alprotrarsi dellacerimonia per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria, ma qualcosa sembra non tornare.
Si sa infatti che il capo del governo ha preso parte ad un evento fuori programma alla Prefettura della città, ovvero l‘annullo filatelico di un francobollo celebrativodedicato al corpo militare. Il dubbio degli osservatori è l’occasione sarebbe stata sfruttatastrumentalmenteda Meloni per evitare di recarsi a Tivat e trovarsi faccia a faccia con i membri dellacoalizione dei Volenterosi (Francia, Germania, Regno Unito), con cui ultimamente sono emersi alcuniattriti.
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Le frizioni tra Meloni e gli altri 3 Volenterosi
Le frizioni sono testimoniate anche dal fatto i tre domani si incontreranno a Londra con il presidente ucrainoZelensky,senza l’Italia. Ma da dove deriva lo scontro? Meloni è distante da Macron, Starmer e Merz sostanzialmente sutre punti: l’invio di truppe in Ucraina, l’organizzazione dei negoziati di pace con la Russia esenza gli Usae l’accelerazione dell’ingresso di Kiev nella Ue.
Il motivo è presto svelato: riallacciarei rapporti con l’amministrazione Trump, dopo un periodo più che turbolento, in vista delG7 in Francia e del vertice Nato in Turchia. Nella stessa cornice, infatti, si inserisce la visita del ministro della Difeso Guido Crosetto a Washington, dove si recherà lunedì 15 giugno per incontrare il capo del PentagonoPete Hegseth.
Lo scontro con Macron per l’Alto Rappresentante per la Bosnia
Con la Francia in particolare, poi, si sta giocando un’altra partita carica di tensione, quella per l’Alto Rappresentante per la BosniaErzegovina. Da quando il diplomatico tedesco Christian Schmidt ha annunciato le sue dimissioni dall’incarico, istituito per monitorare il rispetto della pace di Dayton, si è infatti aperta una sfida traMeloni e Macron. In lizza per la successione ci sono l’ambasciatore italianoAntonio Zanardi Landie l’inviato speciale di Parigi per i Balcani, René Troccaz. Il primo è sostenuto con forza dagli Usa, con la sponda di Giappone e Turchia. Il secondo gode dell’appoggio di Germania e Gran Bretagna.
Giovedì scorso il Comitato Direttivo del Consiglio per l’Attuazione della Pace (Pic) – che riunisce diversi Paesi europei, ma anche Usa, Russia, Giappone e Turchia – si è riunito per nominare l’Alto Rappresentante ma si è concluso con unafumata nera. Poche ore dopo, nel corso della cena informale che ha preceduto il vertice Ue-Balcani, Macron ha avuto unbilaterale con il presidente di turno della Bosnia. La linea dell’Eliseo non è quella di andare allo scontroe Parigi si è detta convinta, dopo i colloqui informali di Tivat, che sulla ‘mission’ del successore di Schmidt ci sia unsostanziale accordo
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