Le immagini che sono giunte da Lamezia Terme, in Calabria, dove sono atterrati dallo stesso aereo il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la leader del Pd, Elly Schlein, e buona parte degli esponenti politici italiani, nascondono dietro sorrisi di circostanza e conversazioni civili un fastidio che poche ore dopo il premier non ha più voluto celare.
Dal palco del comizio a favore di Roberto Occhiuto, Meloni si è rivolta alla folla con toni convinti, spesso accompagnati anche da un tono di voce piuttosto potente, accusando le opposizioni di fare campagna elettorale su questioni delicate, come il conflitto in Palestina, e unendosi per criticare gli ambiti su cui il governo sta provando a migliorare, in primis la sanità.
Sulla pista calabrese, però, non c’è stato nulla di tutto questo. Poco prima, nel corso di un colloquio con La Stampa, Il Messaggero e Il Mattino a Fiumicino, Meloni aveva già annunciato il suo scontento per quanto avvenuto in questi giorni nel Paese. Il tema della Global Sumud Flotilla ha scosso il governo. Gli attivisti non si fermano e proseguono verso Gaza, noncuranti dei pericoli e degli appelli.
Meloni: “Quanto stanno facendo gli attivisti è molto pericoloso”
“Confidavo sul fatto che con un appello del Presidente della Repubblica si tornasse tutti concentrati, ma mi pare non abbia funzionato neanche quello, figuriamoci se dovessi pronunciarmi io“, ha sostenuto il primo ministro, ricordando come ogni sua posizione scateni immediatamente un fuoco incrociato. In ogni caso, secondo Meloni, quanto portato avanti dagli attivisti sarebbe “molto pericoloso“, in quanto si rischiano azioni violente da parte dello Stato israeliano, a cui l’Italia non potrà porre rimedio.
Ieri sera, dopo che gli attivisti hanno accusato il governo di non aver fatto nulla per evitare che il diritto internazionale venisse messo in discussione, Meloni ha risposto sui suoi social con tono piccato: “Non prendiamo lezioni da chi decide di scatenare l’escalation“. Il Presidente del Consiglio alla fine si è espressa ed ha deciso di non cambiare affatto la sua posizione. Anche sulla pista di atterraggio, Meloni ha ascoltato lo scambio tra Schlein e Tajani sulla Flotilla, ma non ha partecipato se non annuendo prima di dirigersi verso il comizio.
Da quel palco, poi, ha criticato chi strumentalizza questi temi, chi li utilizza per cercare di raccogliere voti e ingannare i cittadini. “I cittadini sono più intelligenti di come li fa la sinistra“, ha sostenuto davanti ai cronisti presenti in aeroporto, ricordando che “non si fanno ammaliare dagli slogan facili e dal fumo gettato negli occhi e non si fanno trattare da stupidi come li tratta chi dice vota per il Pd nelle Marche e avrai lo Stato in Palestina“, ha dichiarato convinta Meloni.
Meloni: “Un bel segnale se il Parlamento voterà unito per Gaza”
Il premier, poi, sfrutta la situazione a suo favore. A due giorni di distanza dal voto in Parlamento sulle mozioni per Gaza, Meloni si rivolge all’interno Parlamento e parla di un “bel segnale” in riferimento alla possibilità che la politica bipartisan decidesse di sostenere il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi presentati ieri da Trump nel piano in 20 punti per la Striscia.
Un tentativo di spostare l’attenzione verso ciò che si potrebbe fare a livello politico e non solo civile. Meloni sottolinea come diversi Paesi europei e arabi abbiano già manifestato la loro soddisfazione per il piano. Washington diventa un banco di prova per il Presidente del Consiglio, che riesce ancora una volta a mettere le opposizioni al muro e costringerle a scegliere da che parte stare nel corso delle comunicazioni sulla politica estera che domani presenterà Tajani in Aula. Così, nel caso di un fallimento della proposta, Meloni avrà una nuova leva per spingere le masse contro le opposizioni, criticandone l’incapacità di lavorare per la pace.
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