La politica italiana si stringe attorno alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo le minacce diffuse da un quotidiano iraniano, che ha indicato la premier italiana tra le personalità europee destinatarie di una presunta “vendetta iraniana”. La vicenda ha suscitato una raffica di reazioni da parte di esponenti della maggioranza, che hanno espresso solidarietà alla presidente del Consiglio e condannato con fermezza ogni forma di intimidazione nei confronti delle istituzioni italiane.
Tra i primi a intervenire è stato il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, che sui social ha ribadito come un attacco alla premier rappresenti un attacco all’intero Paese. “Chi attacca Giorgia Meloni attacca tutti noi”, ha scritto, esprimendo “totale solidarietà e vicinanza” e sottolineando che “l’Italia non si lascia intimidire”. Un messaggio che richiama la necessità di mantenere un fronte unito di fronte a minacce provenienti dall’estero e che è stato condiviso, con toni analoghi, da numerosi rappresentanti del governo.
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Tajani e i ministri: “L’Italia non si farà intimidire”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di “massima solidarietà” nei confronti della presidente del Consiglio, affermando che Meloni “certamente non si fa intimidire”. Il capo della Farnesina ha commentato così la pubblicazione del nome e della fotografia della premier sul giornale iraniano, considerandola un episodio grave che richiede attenzione e fermezza da parte delle istituzioni italiane.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha scritto sui social che “siamo tutti con il nostro presidente, le minacce non ci intimidiscono”, mentre il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito “inaccettabili” le intimidazioni rivolte alla premier, ribadendo la vicinanza del governo e la volontà dell’Italia di non cedere a pressioni o messaggi intimidatori. Anche la ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati ha parlato di un “episodio gravissimo”, sottolineando che colpire il presidente del Consiglio significa “minacciare un’intera Nazione”.
Il sostegno dall’opposizione a Meloni e l’appello all’unità politica
Al momento, dall’opposizione è arrivata la solidarietà soltanto dai partiti di Azione e di +Europa. Infatti, Osvaldo Napoli, della direzione di Azione, ha espresso “piena e convinta solidarietà” alla presidente Meloni, definendo “un falso clamoroso” le accuse secondo cui la premier avrebbe favorito l’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Secondo Napoli, le minacce rappresentano il frutto della “logica degli estremismi” e rafforzano la necessità di costruire “l’Europa della ragione”, capace di rispondere con equilibrio alle tensioni internazionali.
Invece, da +Europa, Benedetto Della Vedova, che ha espresso vicinanza non solo a Giorgia Meloni, ma anche agli altri leader europei citati nelle minacce, tra cui Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer. “Voglio esprimere la mia preoccupazione e la mia solidarietà nei confronti di tutti i leader oggetto delle minacce”, ha affermato il deputato. Pur ribadendo la sua dura condanna del regime iraniano, Della Vedova ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una strategia internazionale efficace per affrontare la crisi.
Inoltre, il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi ha chiesto una reazione compatta da parte di tutte le forze politiche, osservando come l’Italia abbia più volte sostenuto una soluzione diplomatica alla crisi con Teheran e non abbia preso parte ad azioni militari contro l’Iran. “Serve una risposta unitaria e ferma di tutte le forze politiche e di tutte le istituzioni. Sarebbe grave se ci fossero dei distinguo”, ha concluso Lupi.
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