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Immigrazione, Meloni esulta: “Per l’Europa gli hub modello Albania sono legittimi”

Le parole del premier arrivano dopo che il Consiglio d'Europa ha adottato la Dichiarazione di Chisinau, secondo la quale gli Stati hanno un innegabile diritto sovrano di controllare gli ingressi e i soggiorni dei cittadini stranieri, nonché l'obbligo e la necessità di proteggere le loro frontiere. In quest'ottica, i "centri di rimpatrio” sono indicati come un approccio per affrontare e potenzialmente scoraggiare la migrazione irregolare

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LaDichiarazione di Chisinau, adottata dai 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, riconosce la legittimità per le Nazioni di soluzioni innovative nella gestione dei flussi migratori, come glihub di rimpatrio in Paesi terzi, sul modello avviato dall’Italia in Albania. Èun risultato importante, frutto di un percorso che l’Italia ha contribuito ad aprire con coraggio e determinazione insieme al Primo Ministro danese Frederiksen“. Così il presidente del ConsiglioGiorgia Melonicommenta il documento approvato ieri, 15 maggio, a Chisinau, in Moldavia, dai ministri degli Esteri del Consiglio d’Europa.

Meloni: “L’approccio italiano all’immigrazione è divenuto anche l’approccio dell’Europa”

Il premier può quindi fieramente intestarsi una vittoria, presentandosi comeapripistadi un approccio diverso nella gestione dell’immigrazione nel Vecchio Continente. Come infatti fa notare il capo del governo nel prosieguo del post, “quello che solo un anno fa faceva discutere,oggi è diventato un principio condivisoe dimostra che l’approccio italiano ad unagestione ordinata dei flussi migratori, portato avanti con serietà e coerenza dal nostro Governo,è ormai diventato anche l’approccio dell’Europa.

Cosa dice la Dichiarazione diChisinau

La Dichiarazione di Chisinau è stata adottata per consenso durante la sessione annuale del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa nell’omonima città della Repubblica di Moldavia. Essa sottolinea e chiarisce gli aspetti chiave del sistema della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in particolare nel contesto della migrazione. A tal proposito, il documento nota che esistono importanti e complesse sfide legate alla migrazioneche, se non non affrontate in modo adeguato, potrebbero indebolire la fiducia pubblica nel sistema.

Per questo, il testo evidenzia che gli Stati hanno uninnegabile diritto sovrano di controllare gli ingressie i soggiorni dei cittadini stranieri, nonchél’obbligo e la necessità di proteggere le loro frontiere. In quest’ottica, i“centri di rimpatrio”sono indicati come un approccio per affrontare e potenzialmentescoraggiare la migrazione irregolare.

Edi Rama (premier albanese): “L’accordo sui migranti resta finché l’Italia lo vuole”

Il documento del Consiglio d’Europa arriva dopo che solo pochi giorni fa è sembrato chel’accordo Italia-Albania per i centri destinati ad accogliere migranti potesse non essere rinnovato. Il ministro degli Esteri di Tirana Ferit Hoxha ha infatti dichiarato che il trattato tra i due Paesi è di cinque anni, al termine dei quali non sarà rinnovato perchésaremo membri dell’Unione Europea. Il ministro si riferisce al fatto che l’Albania punta all’adesione a Bruxelles entro il2030.

A dissipare ogni dubbio è però intervenuto il primo ministro del Paese,Edi Rama, che ha parlato di “citazione fuorvianteriportata da un organo di stampa“, ribadendo fermamente che “il nostro protocollo con l’Italia è qui per restare,per tutto il tempo che l’Italia lo vorrà“.

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