“Ci troviamo davanti a un bivio: scegliere tra un’innovazione che rimane al servizio dell’uomo e rischiare un’innovazione che finisce per condizionarlo“. Lo ha dichiarato la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio sull’intelligenza artificiale trasmesso durante Forum, su Canale 5.
La premier ha spiegato che il governo ha scelto la prima strada, puntando su uno sviluppo dell’intelligenza artificiale che mantenga al centro la persona, i suoi diritti e la sua dignità. “Da una parte serve svilupparla ma dall’altra serve mettere in sicurezza la centralità dell’uomo“, ha aggiunto.
L’Italia e la legge sull’intelligenza artificiale
Meloni ha ricordato che l’intelligenza artificiale rappresenta una delle priorità dell’azione dell’esecutivo e che è stata anche al centro della presidenza italiana del G7, caratterizzata dalla presenza storica di Papa Francesco.
Secondo la presidente del Consiglio, l’Italia è oggi tra i primi Paesi europei ad aver approvato una legge organica sull’intelligenza artificiale. Un passaggio che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe accompagnare lo sviluppo della tecnologia con strumenti di tutela e sicurezza.
I rischi per diritti e democrazia
L’intelligenza artificiale, ha sottolineato Meloni, porta con sé “potenzialità straordinarie“, ma anche “enormi rischi“. Tra questi, la premier ha citato l’impatto sui diritti e sulla democrazia, in un contesto nel quale diventa sempre più difficile distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.
La diffusione di contenuti artificiali e la difficoltà di verificare le informazioni possono infatti incidere sul dibattito pubblico e sulla capacità dei cittadini di orientarsi consapevolmente.
Il timore per il mercato del lavoro
Un altro fronte riguarda le conseguenze dell’intelligenza artificiale sull’occupazione. Meloni ha evidenziato che questa rivoluzione tecnologica, a differenza delle precedenti, rischia di sostituire l’uomo non soltanto nelle attività fisiche ma anche in quelle intellettuali.
“Rischia di spazzare via decine di milioni di posti di lavoro, concentrando sempre di più la ricchezza in poche mani“, ha affermato la premier. Da qui la necessità, secondo il governo, di accompagnare l’innovazione con misure capaci di tutelare le persone e impedire che i benefici della tecnologia restino concentrati nelle mani di pochi.
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