consorzio arcale

Meloni su foto con pentito dei Senese: “Gettano fango nel ventilatore mediatico per interessi di partito”

4 Min di lettura

A questi ‘professionisti dell’informazione’ non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito“.Giorgia Melonitiene il punto e smentisce categoricamente le ricostruzioni condotte da diverse testate su una foto del 2019, rivelata daReport, che la ritrae insieme aGioacchino Amico, il referente del clan Senese in Lombardia, oggi collaboratore di giustizia nel processo Hydra di Milano.

Il premier, via social, si rivolge direttamente a quella che definisce “redazione unica“, composta “da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage, e Report“, ritenendo del tutto “bizzarra la tesi di una mia vicinanza ad ambiente malavitosi“. Inoltre, come rimarca, “questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata.Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni“, chiosa sarcastica, specificando come sia di pubblica piazza anche che “in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie“.

Insomma, una tesi che il presidente del Consiglio smentisce ribadendo il suoimpegnocristallino, coerente e duraturocontro ogni mafia, e “ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova“. Per Meloni, infatti, ci sarebbe differenze sostanziali tra chi, “liberava dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, e noi che li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento“. Per Meloni, comunque, “poco importa“, perché “non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede“.

Intanto, il Pd pretende chiarimenti su eventuali legami tra clan e FdI: “Le notizie e le conferme delle connessioni politico-istituzionali tra esponenti della criminalità organizzata legati al clan Senese – come Gioacchino Amico – e ambienti della destra ed esponenti di FdI sono ogni giorno più evidenti e ricche di particolari, grazie anche ai fari di luce accesi dal giornalismo d’inchiesta e da trasmissioni come Report”.

I parlamentari dem componenti della commissione Antimafia Verini, Serracchiani, Rando, Provenzano, Ghio, Mirabelli, Barbagallo, Valente, farebbe riferimento anche al caso del ristorante aperto dall’ex sottosegretario Andrea Delmastro insieme a Mauro Caroccia, ritenuto prestanome del clan Senese. Tema che sarà al centro della prossima puntata in onda il prossimo 12 aprile su Rai3 da Sigfrido Ranucci, tornando ad indagare sui presunti rapporti tra esponenti del partito del premier e ambienti legati all’organizzazione.

Dall’inchiesta di Report, inoltre, è emerso che Amico sarebbe entrato a Montecitorio senza controlli, “come se avesse un tesserino o un accredito speciale”. Una circostanza che combacerebbe con quanto lo stesso Amico ha raccontato agli investigatori dopo aver deciso di collaborare: avrebbe infatti confermato di aver avuto a disposizione un badge per entrare e uscire dal Parlamento. In riferimento alle notizie apparse su alcuni organi di informazione, laCamera dei deputati ha smentito le indiscrezionirendendo noto che non è mai stato rilasciato alcun tesserino permanente intestato al soggetto citato dalle fonti di stampa.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
consorzio arcale

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.