Irritazione, rabbia e sconcerto. E’ con questo cocktail di percezioni cheGiorgia Meloni lascia Bruxellesper tornare a Roma il prima possibile ed elaborare quanto accaduto con il resto del governo. “Non è finita”, è la convinzione del premier che spezza il silenzio e scandisce il futuro prossimo dicendosi preoccupata sull’uscio dell’Europa Building, quartier generale del consiglio brussellese.
Una confidenza sfuggita al premier e che racconterebbe bene il suo stato d’animo. Il riferimento è alle frasi choc con cui il presidente a stelle e strisceDonald Trump se ne è uscito come un fulmine a ciel serenoattaccando frontalmente il presidente del Consiglio. Dichiarazioni che riguardano il loro incontro al G7, quando si sono rivisti dopo i primi attacchi da parte dell’inquilino della Casa Bianca a Meloni di pochi mesi fa, seguite da quelli a Papa Leone.
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Ebbene, gli occhi della stampa erano puntati proprio sui leader per comprendere se tra i due potesse esserci undisgelo, e riuscissero a riprendere i rapporti in modo sereno, come sempre si sono spalleggiati. E così sembrava, come confermato da entrambe le parti a margine dello stesso vertice sul lago Lemano, ad Evian. Ma a distanza di poche ore,Trump va in cortocircuito, probabilmente per le troppe foto e i troppi video con il premier circolati e divenuti virali sopratutto tra i democratici americani.
Un nuovo grande strappo tra Roma e Washington. L’intervista del tycoon mandata i onda da La7 in tarda mattinata, ma registrata lo scorso giovedì, è un insieme di nuove invettive, ferocissime, andateoltre il confine della derisione. E quando le agenzie battono i primi take, Meloni è al tavolone del consiglio ad affrontare il dossier sul prossimo bilancio comunitario. E’ lo staff difatti a mostrarle le dichiarazioni di The Donald.
Passano solo un paio di minuti e il presidente del Consiglio decide di alzarsi per replicare nell’immediato. Ma non in un punto stampa che sarebbe possibile solo per le 15, a vertice concluso, ma con un filmato divulgato via social, veemente durissimo. “Le sue dichiarazioni sono totalmente inventate, sono francamente allibita” ma “si ricordi: io e l’Italia non imploriamo mai“, è stato il messaggio che il capo del governo ha postato in replica ai quel “Giorgia Meloni mi ha implorato di fare una foto, mi ha fatto pena“, di Trump.
Ovviamente, ad addetti ai lavori e cronisti è parso quasi come fosse passato un uragano. Prima l’attacco del presidente a stelle e strisce, subito dopo la replica diMeloni che ha incassato la solidarietà del capo dello Stato Sergio Mattarellae alla quale si è unita rapidamente tutto il centrodestra e, con sfumature differenti, le opposizioni.
Intanto, il vicepremierAntonio Tajaniha deciso di annullare la suamissione negli Usa del 21 e 22 giugno, dove era atteso al Forum imprenditoriale di Miami. Ma anche la solidarietà degli omologhi di Meloni non lascia spazio a dubbi. Nessuno, nel manifestare la vicinanza al premier,sembra ricordare i mesi in cui il capo del governo italiano si presentava come ponte tra l’America di Trump e l’Europa di Emmanuel Macron.
Alla riunione sul Lago di Ginevra, del resto, sembrava che il rapporto tra il tycoon e l’Ue fosse finalmente giunto alle porte del disgelo. Eppure, tra i leader del Vecchio continente, in pochi ci avevano creduto. Anzi, secondo fonti ben informate, per diverse cancellerie, per l’Europa,è il momento di non vivere di luce riflessa di The Donald.
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