Un inizio burrascoso, con la polemica di alcuni giornalisti sul mancato rinnovo del contratto giornalistico, e un finale più sereno tra battute e momenti comici per la conferenza stampa di inizio anno del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Gli argomenti da trattate sono stati innumerevoli, tra le crisi internazionali e le difficoltà interne al Paese. All’inizio del 2026, Meloni non sembra eccessivamente positiva, ma è convinta che questa seconda parte della legislatura sia da dedicarsi al miglioramento degli obiettivi raggiunti finora.
- Meloni: “Non condivido operazioni in Groenlandia”
- Meloni: “Resta il no alle truppe italiane a Kiev, ma riflettiamo su forza multilaterale a Gaza”
- Meloni: “Le famiglie coinvolte nella tragedia di Crans Montana non saranno lasciate sole”
- Meloni: “Date del referendum saranno 22 e 23 marzo”
- Meloni: “Sulla sicurezza non bastano questi risultati, ci sarà cambio di passo”
- Meloni: “Crescita è altro grande focus del 2026”
Sicurezza, piano casa, crescita economica e rafforzamento della produzione. Questi sono i temi su cui concentrarsi, al fine di salvare la situazione finanziaria del Paese. Il tutto da allineare con gli impegni in materia di politica estera. La crisi in Venezuela, la protezione della sovranità della Groenlandia, il conflitto in Ucraina e il mantenimento della pace a Gaza rimangono in cima all’agenda dell’Esecutivo.
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Nessuna mira per il Quirinale, almeno secondo le parole di Meloni che scherza con i giornalisti e afferma convinta: “Sto bene dove sto, poi se mi chiedete cosa voglio fare vi rispondo che vorrei essere pagata per lavorare con Fiorello“. Anche sulla possibilità di un voto anticipato, il premier si è detto convinto di voler continuare la sua legislatura fino al 2027, concludendola con la stessa convinzione con cui è stata iniziata.
Sul rapporto con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente del Cosniglio ha riconosciuto che non sembra vi sono momenti di accordo. “Sergio Mattarella, quando si tratta di difendere gli
interessi nazionali c’è. Questo vale tutto. Ha a cuore, aiuta a rafforzare gli interessi nazionali“, ha poi aggiunto, chiarendo che la collaborazione è sempre presente tra Palazzo Chigi e Quirinale.
Non è mancato qualche scontro, soprattutto con i contestatori dell’FNSI, a cui Meloni si è rivolta con una certa asprezza: “Capisco che questa è un’occasione di visibilità ma non vorrei che ne uscisse l’immagine di una contestazione al presidente del Consiglio“. Un breve passaggio proprio all’inizio della conferenza è stato dedicato alla possibile liberazione del cittadino italiano Alberto Trentini, detenuto in Venezuela dal novembre 2024: “Il governo si occupa di questa vicenda da 400 giorni, non smetteremo di occuparcene fino a quando sua madre non potrà riabbracciare suo figlio“.
Meloni: “Non condivido operazioni in Groenlandia”
Rimanendo in tema di politica estera, poi, il premier si è detta convinta che Trump non voglia veramente invadere la Groenlandia. “Io credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze di altri attori stranieri in questa area“, ha sostenuto, annunciando poi che entro la fine del mese il ministero degli Affari esteri presenterà una strategia italiana con l’obiettivo di preservare l’area artica, aiutare le aziende italiane e favorire la ricerca.
Meloni: “Resta il no alle truppe italiane a Kiev, ma riflettiamo su forza multilaterale a Gaza”
Non vi sono dubbi, poi, sul sostegno a Kiev, anche senza l’invio di truppe italiane sul territorio. “Non c’è l’ipotesi di un intervento con l’ombrello dell’Onu, si sta parlando dell’istituzione di una forza multinazionale per rafforzare la difesa ucraina come strumento di garanzia“, ha spiegato, sottolineando di essere convinta che l’unica posizione veramente utile è quella dell’adozione di un sistema ispirato all’articolo 5 della Nato. Per Meloni, poi, è fondamentale che l’Europa avvii finalmente un dialogo anche con la Russia.
Sul cessate il fuoco a Gaza, invece, Meloni ha sostenuto che l’Italia sta valutando la possibilità di una partecipazione ad una “forza multilaterale sotto l’ombrello Onu“. La decisione, comunque, spetterà al Parlamento.
Meloni: “Le famiglie coinvolte nella tragedia di Crans Montana non saranno lasciate sole”
Il premier ha anche affrontato la tragedia di Cran Montana, confermando che le famiglie delle vittime e dei feriti non saranno lasciate sole nella loro ricerca di Giustizia. Al contempo, anche nel nostro Paese si lavorerà per evitare che tragedie simili si verifichino.
“Penso che si debba ragionare sulla possibilità di vietare nei locali al chiuso gli ‘scintillii’ nelle bottiglie“, riconoscendo la pericolosità di questa consuetudine. Meloni ha infine annunciato che l’avvocatura dello Stato, su mandato della Presidenza del Consiglio, si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo.
Meloni: “Date del referendum saranno 22 e 23 marzo”
Passando poi alla politica interna, innanzitutto Meloni ha confermato l’intenzione di far arrivare alle urne il quesito referendario sulla separazione delle carriere il 22 e 23 marzo. Meloni ha spiegato di credere che non esista alcuna impasse sul tema e che esista invece “un intento dilatorio nelle polemiche“. Il governo, come riferito dal Presidente del Consiglio, non avrebbe alcuna intenzione di “forzare una data“, ma solamente di consentire di concludere le norme attuative sul referendum senza perdere eccessivo tempo.
Meloni: “Sulla sicurezza non bastano questi risultati, ci sarà cambio di passo”
Meloni ha poi riconosciuto che quanto fatto in materia di sicurezza finora non sia stato abbastanza. “Questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più“, ha tuonato, annunciando nuove iniziative. Tra questi vi sono 30mila assunzioni tra le forze dell’ordine, lo sblocco di nuovi investimenti e un provvedimento sulle baby gang.
Il premier ha poi parlato del rapporto con le toghe, sostenendo che, affinché questi sforzi non siano vani, “occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura“. In questo senso, Meloni ha ricordato il caso dell’Imam di Torino, la cui pericolosità sarebbe stata dimostrata dalla polizia e per cui il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha disposto l’espulsione. Questa poi, sarebbe stata bloccata dalla magistratura. “Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento“, ha quindi tuonato il Presidente del Consiglio, lanciando un appello all’unità di intenti.
Meloni: “Crescita è altro grande focus del 2026”
Tornando sulla politica, Meloni ha sostenuto che la crescita sia l’altro grande tema su cui nel 2026 si concentrerà il suo governo. “Segnalo che sono state riviste le stime di crescita del 2023 dallo 0,7% all’1%,: penso possa accadere anche per il 2024 e 2025“, ha sostenuto con un certo orgoglio. I prossimi passi, quindi, saranno quelli di abbassare i prezzi dell’energia, sostenere gli investimenti e l’occupazione.
Meloni ha poi riconosciuto che l’Italia presenta un problema di produttività, dovuto a diversi fattori. In primis un settore formato da piccole e medie imprese che faticano maggiormente a resistere ai contraccolpi; poi la carenza delle infrastrutture che pesano incredibilmente sulla produzione del Paese. “Questi non sono tutti problemi, ma alcune sono delle nostre peculiarità. Avere un sistema economica con piccole imprese produce di meno, ad esempio, ma permette di avere una economia più resiliente e più facilmente convertibile“, ha spiegato.
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