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Meloni alla Camera verso il Consiglio Europeo: ‘Difesa e sicurezza sono prioritarie, siamo in una fase complessa’

In vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, Giorgia Meloni ribadisce il sostegno alla soluzione dei due Stati, rilancia il percorso europeo dell’Ucraina, chiede più peso per l’Italia nel negoziato sul bilancio Ue e apre a misure contro i coloni israeliani responsabili di violenze

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La necessità di perseguire lasoluzione dei due Stati tra Israele e Palestinadovrebbe rappresentare un principio condiviso da tutte le forze politiche italiane“. Lo ha affermato la presidente del Consiglio,GiorgiaMeloni,intervenendo alla Camera nelle comunicazioni in vista delConsiglio europeo del 18 e 19 giugno.

Mi piacerebbe ci fosse un confronto capace di andare oltre la polemica“, ha dichiarato la premier, auspicando che la prospettiva dei due Stati possa essere riconosciuta da tutti come unalinea storica della politica estera italiana, perseguita nel tempo da governi di diverso orientamento politico.

Israele, sostegno a misure contro i coloni violenti

Nel passaggio dedicato alMedio Oriente, Meloni ha ribadito lerichieste avanzate dall’Italia a Israele: fermarel’espansionedegli insediamenti, garantire giustizia per leviolenzecommesse dai coloni, rispettare iLuoghi Santi di Gerusalemmee revocare le restrizioni finanziarie che rischiano di mettere in difficoltà l’Autorità palestinese.

Per questo motivo, ha spiegato la presidente del Consiglio, l’Italia è pronta a sosteneremisure mirate nei confronti di coloro che alimentano odio ed estremismo:“Intendiamo sostenere misure contro chi, come i coloni violenti, compromette la prospettiva dei due Statio come il ministroBen-Gvirche abbiamo chiesto di sanzionare a fronte dell’inaccettabile comportamento di cui si è reso protagonista nei confronti di cittadini italiani“, ha concluso.

Meloni su Gaza

Nel suo discorso la premier non ha tralasciato neppureGaza: “Non possiamo, poi, distogliere l’attenzione da Gaza, dove, anche se un fragile cessate il fuoco tiene, la situazione rimane difficilissima“. Meloni ribadisce l’impegno umanitario dell’Italianell’ambito del conflitto: dichiara la prosecuzione delle evacuazioni di studenti e la consegna di beni alimentari nella Striscia oltre che il lavoro per riprendere iservizi essenziali a Gaza.

Tuttavia il “Piano di Pace” recepito dallaRisoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’Onuprevede una serie di passi verso una prospettiva politica e una stabilità di lungo periodo nella Striscia. Quindi in questa direzione, Meloni ritiene che l’Unione europea debba impegnarsi di più e direttamente.

Ucraina, Meloni: “No alla cecità diplomatica”

Nel suo intervento, Meloni ha affrontato anche il tema dellaguerra in Ucraina, sottolineando come qualsiasi scenario di pace tra Kiev e Mosca coinvolga direttamente l’Europa: “In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia diverse condizioni dipendono dall’Europa,riguardano l’Europa e impattano sull’Europa“, ha spiegato. Per questo, secondo la presidente del Consiglio, la fermezza nei confronti della Russia non deve trasformarsi in “cecità diplomatica o autoesclusione“.

La premier ha inoltre ribadito ilsostegno al percorso europeo dell’Ucraina, definendolo un elemento importante per la sicurezza del continente. L’adesione all’Unione, ha precisato, dovrà però proseguire nel rispetto del principio del merito e della parità di trattamento con tutti gli altri Paesi candidati.

Difesa comune e competitività tra le priorità del Consiglio Ue

Meloni ha ricordato che il prossimo Consiglio europeo si svolgerà in una fase particolarmente complessa, segnata dalla guerra in Ucraina, dalla crisi in Medio Oriente, dalla necessità di rafforzare la difesa comune europea, dalle sfide legate alla competitività del sistema produttivo e dalle nuove emergenze sanitarie internazionali.

Per Meloni appare chiaro che ladifesae lasicurezzasiano da considerare prioritarie e non come strumenti utili a garantirsi consenso facile. Investire in esse potrebbe: garantire autonomia e interessi nazionali e rafforzare la capacità industriale promuovendo “partnership industriali e strategiche con i partner chiave. A partire dagli altrimembri della Nato, ma non solo”.

L’Unione europea è chiamata a dimostrare capacità di iniziativa e visione strategica“, ha affermato la premier, criticando poi l’eccessiva frammentazione dei processi decisionali europei e sostenendo che una riduzione delle riunioni e dei tavoli che si sovrappongono consentirebbe di offrire risposte più efficaci ai problemi.

Bilancio Ue, no a tagli su agricoltura e coesione

Ampio spazio è stato dedicato al negoziato sulprossimo bilancio europeo. Meloni ha riconosciuto alcuni passi avanti, citando l’aumento delle risorse per laPolitica agricola comune(Pac), legaranzie per le Regioni, letutele per le piccole e medie impresee il principio dellaneutralità tecnologica.

Tuttavia, la premier ha precisato che il negoziato è ancora lontano da una conclusione soddisfacente. “L’Italia si assumerà la responsabilità di unaccordosolamente quando saremo certi di aver raggiunto il migliorcompromessopossibile per la nazione e per l’Europa nel suo complesso“, ha dichiarato.

Meloni ha inoltre escluso la possibilità di accettare un bilancio che comporti per l’Italia minori risorse a fronte di un aumento dei contributi versati all’Unione. Ha poi chiesto l’eliminazione dei rebates, i meccanismi di sconto concessi ad alcuni Stati membri, sostenendo che in caso contrario anche Roma dovrebbe poter beneficiare dello stesso trattamento.

La presidente del Consiglio ha ribadito ilsostegno all’aumento delle spese per la difesamasenza sacrificare le risorse destinate ad agricoltura, pesca e politiche di coesione.Secondo Meloni, eventuali risparmi dovrebbero arrivare piuttosto dalla riduzione dei costi dell’amministrazione europea che nella proposta della Commissione risultano invece in aumento del 20%.

Sul fronte delle entrate, la premier ha aperto alla possibilità di nuoverisorse proprie dell’Unione,come una tassazione sui profitti derivanti dalle criptovalute o forme di digital tax europea, purché non producano effetti negativi su cittadini, imprese e finanze pubbliche.

8 risoluzioni presentate alla Camera

Le comunicazioni presentate da Meloni hanno incontrato ben8 risoluzioni. La maggioranza ha presentato la propria risoluzione unitaria, le opposizioni invece sono andate in ordine sparso. Ogni forza di minoranza, Pd, Avs, Italia Viva, M5s, +Europa e Azione, ha depositato un proprio testo (6 in tutto). Anche i vannacciani di Futuro Nazionale hanno presentato una propria risoluzione. I documenti saranno votati dopo le repliche della presidente del Consiglio.

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