Giovanni Paolo II definiva l’essere umano comeunità tra corpo e spirito. Perché credenti o non credenti, la spiritualità appartiene alla struttura profonda di ogni persona umana. Ed è così, che ilCammino di Francescovuole definirsi sui passi delpoverellod’Assisi alla ricerca di una spiritualità per trovare se stessi, attraverso luoghi e paesaggi unici del nostro Paese. Un cammino, quindi,non religioso ma spirituale.
Ed è proprio in questa cornice che “i giovani sono forse la platea più sensibile, perché proprio per definizione il giovane è alla ricerca anche di una spiritualità, magari non tutti, ma neanche nessuno come a volte qualcuno vuole far credere“. Una certezza lanciata dal ministro del TurismoGianmarco Mazziche, presso la sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, presenta il “Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce“.
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Alla presenza del sottosegretario alla Cultura,Pietro Cannella,Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni degli 800 anni della morte di San Francesco d’Assisi,Marco Villani, Vice Segretario Generale della Presidenza del Consiglio e coordinatore della Segreteria amministrativa del Comitato nazionale, eFra Francesco Pilonidell’Ordine dei Frati minori della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Assisi.

Il percorso di 1546 chilometri complessivi che si presenta come una dellepiù estese reti di itinerari spirituali e culturali italiane, promosso dal Comitato nazionale e sostenuto da un investimento del ministero del Turismo di 40 milioni,attraversa sei regioni, tra Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria, collegando alcuni dei luoghi più significativi della vita e della memoria francescana.
E parlando di un “afflato spirituale per natura“, il ministro Mazzi spiega come i giovani possano essere proprio i primi destinatari di questo cammino che “fa bene al cuore“, come scandito daAndrea Bocelli, testimonial nello spot del MiTur, che con la sua partecipazione permetterà di diffondere il pellegrinaggio a livello internazionale. Si pensi, tra gli ultimi, all’amicizia tra il tenore e il tennista numero uno del mondoJannik Sinner, punto di riferimento nello sport per giovani atleti e non.
“Sinner è andato in udienza da Papa Leone con i suoi genitori proprio mentre stava partecipando agli Internazionali di Roma, chi sa di sport sa cosa significa spostare uno sportivo che in quel momento è concentrato in una competizione di peso mondiale“, puntualizza il titolare del Turismo ricordando come la spiritualità può figurarsi in modo trasversale attraversando realtà, generazioni e ambiti differenti.

IlCammino di Francesco, infatti, rappresenta un “patrimonio spirituale, culturale e umano che continua a trasmettere il messaggio del Patrono d’Italia attraverso il pellegrinaggio terreno, il viaggio, l’incontro e la fraternità“, ricorda invece Marco Villani ponendo l’accento su un insegnamento ancora attuale del Santo per chi è chiamato a servire il bene comune: “Quando l’impegno nelle istituzioni è guidato dal senso di responsabilità, dalla preghiera e dall’attenzione verso gli altri,diventa parte di un disegno più grande, una testimonianza fattiva capace di generare valore per le comunità e per le generazioni future; questo è l’impegno dei servitori dell’attuale Governo“.
Il Cammino non è solo un tassello di una serie di investimenti mirati nell’asset dei pellegrinaggi. Da un lato, rappresenta una grande opportunità nel cosiddetto turismo spirituale: lento e in continua crescita. Dall’altro, incarna i valori tramandati da San Francesco D’Assisi, come specificato dal sottosegretario Cannella: “La vicinanza agli ultimi, il dialogo con chi è diverso e la scelta della pace come via di convivenza continuano a parlare anche alla società contemporanea”. Infatti, il cuore dell’iniziativa a detta di Cannella è “unire luoghi, istituzioni e persone attorno a un patrimonio comune, facendo della cultura uno strumento di coesione nazionale e di dialogo internazionale”.
“La vita è un cammino o un flipper?”
Per Davide Rondoni chi intraprenderà il Cammino di Francesco ha già la risposta sul senso della propria vita. Ai nostri microfoni, il presidente del Comitato nazionale spiega come le persone che decidono di intraprendere un cammino spirituale siano “persone che in qualche modo identificano quella dimensione come la più adeguata per scoprire il senso della propria esistenza, verso il mistero”. Per questo, “chi si mette in cammino ha già deciso che la vita non può essere un flipper, perché sennò non starebbe pellegrinando”. Ma soprattutto, per Rondoni, l’importante è conoscere se stessi perché “Meglio avere patroni in cielo che padroni sulla terra per camminare più liberi e in pace”.
Padre Piloni, da componente del Comitato nazionale, riporta al centro del pellegrinaggio l’esperienza: “Il Cammino di Francesco non è un semplice itinerario geografico, ma un’esperienza di profonda trasformazione interiore che, passo dopo passo, lavora dentro le persone e ne cambia lo sguardo, svelando un orizzonte inaspettato”.
“Quando i sogni diventano realtà vuol dire che siamo vivi”. Un cammino che, per il frate francescano dell’Ordine dei Frati Minori, rappresenta “finalmente un tempodove la persona rimette al centro un ordine, un ritmo, uno spazio e un tempo umanizzato. Perché dentro questa velocità che ci fa credere di avere tutto l’uomo sta perdendo la sua umanità”. E così, sui passi del dono più prezioso lasciato dalpoverellod’Assisi, “il cammino permetterà di guarire le nostre relazioni fondamentali e ritrovare l’armonia”.
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