Sergio Mattarella ha adottato i toni duri. Il presidente della Repubblica è intervenuto alla Conferenza degli ambasciatori della Farnesina, ricordando il complesso e instabile momento storico che l’Occidente si sta trovando a vivere. Oltre al timore di un nuovo conflitto mondiale, a preoccupare è la possibile frammentazione degli Stati occidentali, pressati da decisioni difficili e non sempre in linea con le politiche degli alleati.
Ad aggravare il tutto, poi, c’è una terribile ondata di disinformazione che dilaga nel mondo. “Queste pericolose attività tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici“, ha spiegato il Capo dello Stato, aggiungendo che tramite queste si sta giungendo all’affermarsi di “inediti ma opachi centri di potere“.
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Inoltre, per Mattarella risulta “evidente” l’esistenza di un’operazione diretta ad allontanare le democrazie del campo occidentale dai loro valori. In questo senso, è importante evitare di distrarsi, così da non permettere a questo meccanismo di avere successo. Nel contesto attuale, quindi, è possibile tornare protagonisti puntando sull’ambito multilaterale e su quello degli organismi sovranazionali, come l’Ue. “Queste possono consentire di raggiungere la massa critica necessaria ad evitare di ricadere in ambizioni velleitarie“, ha messo in guardia il presidente.
Mattarella: “Le crisi nuovi portano con loro conseguenze nuove”
Mattarella ha infatti riconosciuto come il mondo contemporaneo sia attraversato ormai da crisi diversi, che spesso si sovrappongono e alimentano, arrivando anche a creare problematiche che fino a qualche anno fa erano sconosciute. “Paradossalmente, l’evoluzione tecnologica degli armamenti e l’uso dell’intelligenza artificiale espongono a rischi accresciuti“, ha infatti riconosciuto, ricordando che la necessità di regolamentare e mettere un freno a questi fenomeni.
Di fronte a questa soluzione, però, l’Occidente non può farsi cogliere dal disorientamento e “l’inquietudine del pessimismo che ne deriva non deve indurre a ritenere ineluttabile il processo che vede l’ordine geopolitico che avevamo contribuito a costruire mostrare crepe sempre più estese e profonde“. Proprio questi fenomeni, inseriti in un’epoca di transizione come quella attuale, rischiano di provocare un “generale arretramento della civiltà“.
Però, ha sottolineato Mattarella, è proprio in tempi così complessi che la diplomazia “si trova a dispiegare una delle sue caratteristiche più preziose: la ricerca di percorsi per uscirne e di spazi di dialogo“. Proprio a queste capacità, quindi, deve affidarsi l’Occidente, al fine di uscire da questa pericolosa impasse. Il pericolo, infatti è che le frammentazioni arrivino anche nelle relazioni internazionali, con la ripresa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno schema a somma zero.
Mattarella: “Oggi più che mai serve la diplomazia”
“Permane l’aggressione russa ai danni dell’Ucraina, con vittime e immani distruzioni, e con l’aberrante intendimento, malgrado gli sforzi negoziali in atto, di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa“, ha tuonato Mattarella, condannando ancora una volta i soprusi e le sofferenze a cui vengono sottoposti i Paesi invasi e in guerra.
“Oggi più che mai serve una diplomazia che sia in grado di sviluppare iniziative che colmino il preoccupante deficit di fiducia reciproca tra gli Stati che si va accumulando in seno alla Comunità internazionale“, ha spiegato il Capo dello Stato, dicendosi quindi fiducioso nelle azioni che saranno compiute nel mondo dagli ambasciatori italiani.
“La diplomazia, per la proiezione esterna dell’Italia, per la sua posizione nell’Europa integrata e nel mondo, e non solo, è decisiva. Lo è perché il nostro Paese ha sempre saputo gestire in modo efficace il soft power di cui è portatore“, ha infatti concluso il presidente della Repubblica.
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