Un discorso forte, che va oltre il rito di auguri di fine anno. Sergio Mattarella lancia dal Quirinale un allarme solenne sullo stato del mondo. E fissa una linea netta: “L’uso o anche la sola minaccia concreta di armi nucleari e un crimine contro l’umanità”. parole che hanno un peso, pronunciate davanti al corpo diplomatico accreditato in Italia, in un momento in cui l’ordine internazionale vacilla e le regole sembrano crollare davanti alla legge del più forte.
Il Presidente della Repubblica richiama le ragioni fondative dell’Onu, nata ottanta anni fa per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”, e denuncia il rischio che tornino dinamiche antiche: conquista territoriale, violenza, sopraffazione, competizione brutale per le risorse. Un “nuovo ordine” costruito su questi presupposti, avverte, “va respinto senza esitare”.
Leggi Anche
“Non può evocare la pace chi muove la guerra”, ovvero la condanna di ogni pace imposta con le armi. Si tratta di un esplicito riferimento alla Russia tramite il quale Mattarella indica la responsabilità di Mosca, accusata di aver scelto “l’antistorica ricerca di zone di influenza e di conquista territoriale”, mettendo in crisi un sistema di regole costruito dopo la Seconda guerra mondiale.
Forte e ribadito il sostegno all’Ucraina: Europa e Italia restano al fianco di Kiev per una pace equa, giusta e duratura, fondata sul diritto internazionale, sulla sovranità e sull’integrità territoriale. Ma lo sguardo del Capo dello Stato si estende anche al Medio Oriente, con un appello a consolidare il cessate il fuoco a Gaza, ripristinare gli aiuti umanitari e avviare la ricostruzione. La pace, sottolinea, non può prescindere dalla soluzione dei due Stati, unica strada per la coesistenza sicura di israeliani e palestinesi.
Nel suo intervento, Mattarella difende anche il valore dell’Unione europea, definita una delle più riuscite esperienze di pace e democrazia, e mette in guardia contro il ritorno a rapporti puramente bilaterali, che “pongono il più debole alla mercé del più forte”. Critica infine le grandi corporazioni che contestano le regole comuni: quella, avverte, non è libertà ma arbitrio.
Il filo conduttore del discorso è uno solo: la centralità della persona umana. “Gli interessi nazionali o particolari – conclude il Presidente – non possono prevalere sul rispetto della dignità dell’uomo, fondamento di ogni altro diritto”. E l’immagine finale è un monito che vale per l’intero pianeta: “Non è accettabile un mondo con pochi seduti a banchetto e molti altri ridotti a sperare nelle briciole”.
© Riproduzione riservata


