Nel giorno dell’81esimo anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, il Presidente della Repubblica,Sergio Mattarella, è intervenuto per attirare l’attenzione sui pericoli che le società attuali stanno correndo. Il Capo dello Stato, in una nota rilasciata dal Quirinale, ha sottolineato come oggisiano tornate a farsi sentirequelle che ha definito “le ombre spettrali delle guerre“. Un riverbero degli errori del passato, che le comunità internazionali erano riuscite a rifuggire per decenni interi.
Oggi, invece, tornano più volente che mai, tanto da riaccendere il dolore bruciante delle ferite inferte dalle guerre mondiali. Il ricordo diventa quindi l’elemento fondamentale su cui continuare a costruire le proprie società. Giornate come quella attuale, in cui si rende omaggio alle vittime innocenti dei conflitti, assumono un ruolo sempre più fondamentale. “La memoria è la condizione che tienevigili le coscienze, perché violenza, odio, volontà di dominio no abbiano a prevalere“, ha evidenziato Mattarella, cerando di instillare nelle coscienze la consapevolezza che gli errori del passato non diventano meno importanti solo perché più lontani nel tempo.
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Il dolore, la sofferenza e la disperazione che le guerre impongono ai popoli non possono essere dimenticate. Così, quest’anno più che mai, l’eccidio diStazzemadiventa una “ferita indelebile impressa nella nostra storia” e allo stesso tempo è da considerarsi “un pungolo per richiamare alla responsabilità di respingere la violenza dell’uomo contro l’uomo, per costruire convivenza, rispetto del diritto tra eguali“.
Un tentativo di riportare al centro di ogni riflessione la centralità della vita umana, della sua protezione e soprattutto della sua salvaguardia. Nella consapevolezza degli orrori del passato,ogni tipo di violenza o sopruso deve essere rifuggito, per evitare che la paura, la sofferenza e la morte tornino a prendere possesso dell’esistenza di interi popoli.
L’eccidio di Stazzema ricordato da Mattarella: cosa accadde il 12 agosto 1944
Le parole del Presidente della Repubblica fanno riferimento a quanto avvenuto il12 agosto 1944a Sant’Anna di Stazzema, una piccola località in provincia di Lucca.Quattro compagnie delle SS e i collaborazionisti italiani bloccarono ogni via di fuga dalla città e massacrarono 560 persone, tra cui molti bambini. I soldati costrinsero la popolazione a radunarsi in gruppi per poi dare inizio alle uccisioni.
Furono trucidati anziani, donne incinte, neonati e diversi bambini. Tutte persone inermi, protagoniste dell’eccidio più catastrofico della II Guerra Mondiale.In poco più di tre ore furono sterminate intere famiglie e resi orfani centinaia di bambini. All’arrivo dei soldati, molti uomini avevano cercato rifugio nella vallata, pensando che si trattasse della solita retata delle SS. Nel Paese, quindi, rimasero le fasce più deboli della popolazione.
“La Repubblica riconosce in questo luogo di martirio una delle sue più profonde radici“, ha sostenuto Sergio Mattarella, ricordando come dal dolore così profondo provocato da tale eccidio, l’Italia riuscì a trovare la forza per liberarsi dal suo oppressore e costruire una democrazia che evitasse ulteriori tragedie simili. Proprio “la dignità delle persone, la libertà per tutti, la democrazia, la pace” sono divenute le colonne portanti del Paese, il quale ha giurato di non vivere mai più un dolore simile.
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