Ottant’anni dopo la prima seduta dell’Assemblea Costituente, Sergio Mattarella insieme alle più alte cariche dello Stato si sono riunite a Palazzo Montecitorio per celebrare uno dei momenti fondativi della democrazia italiana. Alla cerimonia ha preso parte il Presidente della Repubblica, accolto dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, prima di partecipare alla seduta solenne convocata per commemorare l’apertura dei lavori dell’Assemblea eletta nel 1946.
Prima dell’inizio della cerimonia, il Capo dello Stato ha passato in rassegna il picchetto d’onore delle Forze Armate schierato in piazza Montecitorio e ha visitato la mostra “1946: nasce la Repubblica, l’Assemblea Costituente a Montecitorio”, allestita nella Sala della Lupa. Con lui erano presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti delle Camere e il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso.
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Mattarella e il richiamo alla democrazia
Nel suo intervento davanti al Parlamento riunito in seduta comune, Mattarella ha sottolineato il ruolo decisivo svolto dalla classe dirigente che guidò l’Italia nel delicato passaggio dalla dittatura alla democrazia. Il Presidente ha ricordato come “una classe dirigente non compromessa col regime fascista” sia stata in grado di assumere le responsabilità della transizione istituzionale in attesa del voto popolare.
Mattarella poi ha affermato che il regime fascista aveva “messo a rischio la stessa unità d’Italia”, evidenziando al tempo stesso come, nonostante “l’inettitudine manifestata dalla monarchia”, il Paese non fosse diventato “terra di nessuno”. Un passaggio con cui il Capo dello Stato ha voluto rendere omaggio alle donne e agli uomini che contribuirono a mantenere in vita le istituzioni e a guidare il ritorno alla democrazia dopo la Seconda guerra mondiale.
Dal voto del 1946 alla nascita della Repubblica
Inoltre, nel suo discorso, Mattarella ha richiamato il significato storico delle giornate del 2 e 3 giugno 1946, quando gli italiani furono chiamati alle urne per scegliere tra monarchia e repubblica e per eleggere l’Assemblea Costituente. Un appuntamento che segnò una svolta decisiva nella storia nazionale e che vide, per la prima volta, la partecipazione al voto delle donne.
Secondo il Presidente della Repubblica, quel voto rappresentò non soltanto la fine della monarchia dei Savoia, ma anche il compimento di un ideale coltivato dai protagonisti del Risorgimento. “Si sarebbe realizzato il sogno di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi”, ha dichiarato Mattarella, riferendosi alla nascita di un’assemblea incaricata di definire il patto costituzionale tra gli italiani e di costruire un nuovo Stato per l’Italia unita. “La Repubblica è di tutti”, ha dichiarato Mattarella, concludendo il suodiscorso.
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