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Valditara: “Penso a una scuola che metta al centro lo studente”

L'anno scolastico 2023/2024 è stato inaugurato lunedì 18 settembre con la partecipazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all'evento 'Tutti a scuola' tenutosi a Forlì

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Da qualche giorno la scuola è ricominciata ma l’anno scolastico 2023/2024 è stato inaugurato lunedì 18 settembre con la partecipazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’evento ‘Tutti a scuola’ tenutosi a Forlì.

Per la 23esima edizione il prato dell’Istituto tecnico ‘Saffi-Alberti’ era gremito di studenti e professori, pronti per ascoltare l’intervento del presidente. Dopo i tragici eventi che hanno coinvolto giovanissimi, neanche maggiorenni – come nei casi di stupro di Palermo, Caivano – Mattarella ha incentrato il suo enunciato sull’importanza della formazione, partendo quindi, dai più giovani.

Il discorso di Mattarella

La riapertura della scuola è un momento importante di quotidianità e di familiarità, dove i più giovani imparano a comprendere il rispetto e la reciprocità. Per l’evento è stata scelta come meta Forlì proprio per rappresentare il ripartire da zero. Ciò a causa dell’alluvione che nei mesi scorsi ha devastato la Regione. “L’apertura qui, oggi, rappresenta un messaggio di inalterata vicinanza alla gente di Romagna. Nei giorni successivi all’alluvione tanti volontari provenienti da tutta Italia, soprattutto ragazze e ragazzi, hanno impugnato pale, scope e secchi. Il loro contributo è stato prezioso nella lotta contro il fango e nel manifestare cultura della solidarietà. Hanno dimostrato, concretamente, che l’Italia è una comunità. Che dai problemi si esce tutti insieme. La scuola italiana, nel suo complesso, è una grande realtà” ha affermato Mattarella.

Mattarella: “Il valore strategico della formazione”

Nelle scuole i problemi non mancano e di questo ne è ben consapevole anche il presidente della Repubblica: “Come ogni anno rammentiamo che non mancano problemi, lacune e insufficienze, spesso tamponate dall’impegno quotidiano del personale docente e non docente. Non sempre si riesce ad attribuire al sistema educativo risorse e investimenti adeguati. Ma cresce, in ogni ambiente, la consapevolezza del valore strategico della formazione: per la realizzazione personale dei ragazzi, per le loro future prospettive di lavoro, per l’acquisizione di una coscienza civile e democratica“.

La scuola italiana: una realtà non di tutti

Secondo la Costituzione repubblicana “la scuola è aperta a tutti.” Di fatto la realtà è ben diversa: alcuni non riescono a mettere in pratica l’intero percorso di formazione oppure questa non risulta essere idonea a causa dei pochi insegnanti a disposizione. “La scuola è, dunque, per tutti e di tutti. Non tollera esclusioni, marginalizzazioni, differenze, divari. Ne sarebbe – e, talvolta, ne viene – deformata. È il luogo dove i bambini e i ragazzi apprendono i fondamenti della conoscenza. Dove fanno i conti con la propria storia e con le proprie radici. Dove si cimentano con la diversità e la convivenza. Dove si appassionano all’arte, alla letteratura, alla scienza, alla tecnica, disegnando il cammino del proprio domani. Dove sperimentano la padronanza di sé, dei propri sentimenti, del vivere insieme“.

Scuola: le parole di Valditara

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è stato ospite di Sky TG24 ed ha ribadito l’importanza della centralità dello studente. “Autorità e autorevolezza vanno di pari passo e si vuole sempre più dare strumenti a docenti per rafforzare autorevolezza. Quest’anno abbiamo coperto tutte le cattedre, con meno supplenti. Bisogna credere nella scuola italiana, abbiamo docenti di valore, i primi segnali di miglioramento si stanno già avvertendo. Penso a una scuola costituzionale che mette al centro lo studente“. 

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