“C’è l’intenzione di strutturare le nostre forze a livello nazionale“. Se Matteo Renzi solo un mese e mezzo fa non sapeva come spalmare la marmellata cucinata per cercare di convincere tutti coloro che sono parte del centrosinistra della necessità di uno scossone all’interno delle opposizioni che permetta di creare una vera e propria alternativa alla destra di governo, ora sembra che il coltello sia stato trovato da Clemente Mastella.
Ebbene, quel vociare diffuso dallo stesso leader di Italia Viva di un possibile ritorno della Margherita in un formato 2.0, è diventato fatto e lo è diventato nella regola aurea dell’ex premier fiorentino. Ovvero, agire senza frammentazioni. Il leader di Noi di Centro, commentando il risultato elettorale per il rinnovo del consiglio provinciale di Benevento dove il suo partito è riuscito a far eleggere cinque consiglieri su dieci, ha lanciato il sasso ma non ha nascosto la mano.
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“Con Renzi c’è l’idea di fare la Margherita 2.0 e il progetto politico lo presenteremo a breve in una conferenza stampa“, spiega l’ex Guardasigilli che trova svela le carte in tavola. Insomma, questione di tempo e Mastella ha incarnato ciò di cui Renzi era in cerca per la “sua” casa riformista: la chiave che non fosse in mano solo a qualcuno. Il leader di Iv, infatti, aveva chiarito che tutti coloro che avrebbero voluto partecipare avrebbero dovuto comunque dare il loro contributo senza sottrarsi alle responsabilità.
Perché, lo scenario all’orizzonte appare chiaro e cristallino e tanto Renzi quanto Mastella hanno capito come poter reagire. In sostanza, in solitaria, la corsa verso Palazzo Chigi non è possibile e si rischia un governo di destra al potere per altri cinque anni. E poi, giusto in tempo per decidere il nome del prossimo presidente della Repubblica.
La mossa, inoltre, si inserisce in un momento politico più propizio che mai. Come aveva ricordato l’ex premier “a destra qualcosa nasce. Non so cosa, ma se nasce porta via almeno 3 punti“, un’ipotesi propiziatoria che ha visto poi il nascere di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci. E proprio alla luce del vento che stava tirando, Renzi aveva anche tenuto a specificare come di fronte ad una possibile novità a destra, la sinistra non avrebbe potuto permettersi veti di alcuni tipo. Un riferimento diretto alla richiesta del M5S che si è opposto alla possibilità di far entrare Italia Viva nella coalizione di centrosinistra. Non resta che dire: chi vivrà vedrà.
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