Mastella al campo largo: ‘Sta sbagliando, deve aprire al centro sennò perde’

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Ma dove andate, dico io?“. Dovevano aggiungere qualche posto a tavola, per qualche amico in più ma non lo hanno fatto, sbagliando. Il monito è diClemente Mastellache, dall’alto dei suoi 50 anni di esperienza nei palazzi del potere romano, commenta alFogliolo scatto dei leader del campo largo di un paio di giorni fa, e ha le idee chiare su quali dovrebbero essere i passi da compiere della sinistra per diventare una vera alternativa alla destra di governo.

La soluzione di fondo, chirurgica, indispensabile, dice l’ex ministro, ex vicesegretario, ex parlamentare con le solide radici nella Dc,è aprire al centro. Osserva lafoto scattata da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e disapprova. Troppe assenze: mancano anche i segnaposti di Matteo Renzi e Riccardo Magi, nonché della “triade della futuribile quarta gamba del centrosinistra“, Alessandro Onorato, Ernesto Maria Ruffini e Vincenzo Spadafora.

Ma gli errori non si fermano agli inviti mancati. Per Mastella “sbagliato” è la convinzione che a fare il lavoro sporco,cioè a far perdere la destra, sarà Roberto Vannacci con il suo Futuro Nazione: “Si oscilla tra l’idea d chi vorrebbe Vannacci all’interno del centrodestra perché ne ha paura, e l’idea inespressa dello stesso leader di Fn – che alla fine rientrerebbe vedendosi promosso da generale a ministro della Difesa. Ma, se entra, Vannacci perde il fascino tipicamente italiano della novità che le spara grosse, vedi Lega, Cinque Stelle e FdI delle origini“.

Ma insomma, dove vanno i leader del campo largo senza area centrista? Da nessuna parte senza quella fetta di elettorato, senza “una regia intelligente, si perde inesorabilmente“. Una regia per “mitigare le gelosie e gli egoismi personali“, che Mastella vede in mano al sindaco di Napoli,Gaetano Manfredi, che dovrebbe “facilitare, mettere insieme questi soggetti, come fu con Romano Prodi e con la Margherita“. Insomma, mettere insieme tutti, “la voglia di centro c’è“, quindi “se componi una sorta di Margherita, lo spazio politico esiste e i voti li prendi. Ma se ognuno va per i cavoli propri, dove finiamo?“.

Qui, la preoccupazione dell’ex parlamentare campano dinanzi a chi crede di avere già la vittoria in tasca grazie al Generalissimo e senza ricorrere ad un’apertura al centro. In uno scenario del genere, per Mastella non ci sono dubbi: “Alla fine un elettore di Vannacci non proprio irriducibile, uno che sente i principali partiti del centrodestra dire in campagna elettorale ‘così aiutate la sinistra’, alla fine che cosa fa?Fa come Montanelli: si tappa il naso e sceglie il voto utile“.

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