“Alla tanta gente che me lo chiede per strada,io rispondo che sì io ci penso. Ci sono pensando e mi piacerebbefare la mia parte per Milano, ci tengo“. E’Mario Calabresi, giornalista, ex direttore diStampaeRepubblica, e oggi direttore editoriale diChora Media, che dal palco della Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi tra un panino e una birra, si confessa con i militanti dem che gli chiedono di una sua eventuale candidatura a sindaco della città meneghina.
“Detto questo c’è un percorso che non è delineato, sul come ci si arriverà, se ci saranno o meno le primarie etutto questo lo capiremo dopo l’estate“, chiosa il giornalista che finora era rimasto sottotraccia mettendo ora le cose in chiaro e scagionando i dubbi sollevati nelle ultime settimane nelle coalizioni di centrosinistra e non, nel merito della corsa per le amministrative nel capoluogo lombardo della prossima primavera che da tre legislature è in mano al centrosinistra.
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E così, iniziando dallo Stretto di Hormuz passando fluidamente al presidente a stelle e strisce Donald Trump per le elezioni di Midterm, e di quelle in Israele, di Russia ed Europa, si arriva al premier Giorgia Meloni e quindisale inevitabilmente la voglia di politica nazionale.
I tempi allora si scandiscono: bisogna aspettare il malinconico settembre, le giornate che si accorciano e la fine dell’estate per avere un quadro chiaro sulle modalità per la scelta del candidato. Ovvero,primarie si, primarie no. Un punto ribadito anche dallo stesso Calabresi dopo aver discusso di geopolitica e crisi internazionali per cui era stato invitato: “Io sono in rispettosa attesa di capire cosa verrà deciso, che tipo di percorso verrà deciso e se ci sarà la possibilità“.
Al momento, quindi, l’unica certezza sembra essere la disponibilità di correre alle primarie mostrata dalla vicesindaco Anna Scavuzzo, con passato da renziana doc, dall’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, dall’attivista di politiche urbane Tommaso Goisis, dall’assessore del Municipio 1 Lorenzo Pacini e dalla ricercatrice Carlotta Cossutta. E interessati anche il capogruppo del Pd al Pirollone e candidato sconfitto alle ultime regionali, Pierfrancesco Majorino e l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. Insomma, in questo mare pieno figure che alzano la testa, spicca anche il giornalista dalprofilo riformista, che potrebbe attirare l’area centrista.
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