“Come rappresentante del Governo non posso che essere grato a tutti coloro che hanno collaborato all’impegnativa fase della messa in sicurezza“, ma resta forte la preoccupazione“riguardo alla modalità di raggiungimento dell’isola di Santo Stefano,attualmente senza possibilità di un approdo sicuroper assicurare piena accessibilità e fruibilità del sito” dell’ex carcere.
Il Commissario straordinario di Governo recupero e valorizzazione ex carcere isola di Santo Stefano,Giuseppe Marinello, annuncia con gratitudine la conclusione della messa in sicurezza del sito, senza però perdere il focus sulle necessità che occorre ancora mettere a punto, come lo sblocco dell’approdo. Proseguono infatti i lavori di messa in sicurezza anche delle falesie situate in prossimità dei due approdi, laMarinellaeMolo quattro, che saranno gli snodi fondamentali per l’accessibilità all’isola.
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Perché senza un approdo sicuro, come puntualizzato dal Responsabile Unico del contratto, non è possibile garantire, “un’accessibilità ottimale e la fruibilità anche per persone portatrici di disabilitào non pienamente in condizioni ottimali di salute”.

Intanto comunque inizia a farsi sempre più concreta la strada verso la meta, considerando anche gli svariati obiettivi finora conquistati dopo la chiusura nel 1965 e il successivo lungo periodo di abbandono, quando il carcere borbonico di Santo Stefano/Ventotene, testimone di alcune delle più significative fasi storiche italiane, fu lasciato esposto alle intemperie, all’incuria e al vandalismo. Un periodo di profondo degrado che è stato troncato nel 2016 con l’avvio del Progetto governativo di recupero e valorizzazione per finalità culturaliche ne prevede la formazione in Museo e Scuola di alta formazione, per la cui attuazione il Governo italiano ha stanziato ad oggi 80 milioni di euro.

L’antico carcere borbonico, con la sua struttura a anfiteatro a cielo aperto, i vialetti di accesso, il piccolo cimitero e le aree verdi limitrofesono così stati recuperati e parzialmente restaurati, rendendoli agibili fino alla formale riconsegna, alla presenza del Commissario Marinello, da Invitalia al Comune che li aveva avuti in custodia dall’Agenzia del Demanio proprietaria del Bene nel 1992 con l’obbligo di mantenerli e preservarli.
Un momento che segna la storia dell’ex casa circondariale e che sancisce la riconsegna delle aree al Comune prevista per un periodo limitato in quanto a breve partiranno i lavori per ladefinitiva sistemazione della cittadella carcerariala cui progettazione è in fase avanzata.

Quindi, come sollevato dal commissario Marinello, con il vento in poppa della conclusione dei lavori della messa in sicurezza, occorre ora concentrarsi sulla necessità di “una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i decisori affinché lavisione governativa di restituire alla collettività questo luogo dallo straordinario valore simbolico possa effettivamente concretizzarsi“.
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