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Usa, Marco Rubio a Roma per ricucire i rapporti con Papa Leone XIV e Meloni

Le conferme ufficiali sono arrivate sia da oltretevere che da Palazzo Chigi. Il Pontefice riceverà Rubio in udienza giovedì 7 maggio alle 11.30 al Palazzo apostolico, mentre il giorno seguente, alla stessa ora, il segretario di Stato sarà nella sede del governo italiano per parlare con il presidente del Consiglio

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Il segretario di Stato statunitenseMarco Rubiosarà a Roma dal 6 all’8 maggioper promuovere le relazioni bilaterali conl’Italia e il Vaticano. A renderlo noto è il Dipartimento di Stato, secondo il quale l’incontro con i vertici della Santa Sede servirà per “discutere dellasituazione in Medio Orientee degli interessi comuni nell’emisfero occidentale“, mentre i colloqui con le controparti italiane “saranno incentrati sugliinteressi di sicurezza condivisie sull’allineamento strategico“.

Le conferme ufficiali sono arrivate sia da oltretevere che da Palazzo Chigi. Il Pontefice riceverà Rubio in udienzagiovedì 7 maggio alle 11.30 al Palazzo apostolico, mentre il giorno seguente, alla stessa ora, il segretario di Stato sarà nella sede del governo italiano per parlare con il presidente del ConsiglioGiorgia Meloni. Per lo statunitense si tratta dellaterza visita in Italia, dopo quella dello scorso maggio a Villa Madama e la presenza all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 a febbraio.

Marco Rubio in Italia per rimediare alle dichiarazioni di Trump

Come riporta ilCorriere della Sera, l’arrivo di Rubio in Italia era stato anticipato al governo qualche giorno fa con una lettera dell’ambasciatore statunitense a RomaTilman J. Fertitta, al lavoro da settimane con l’omologo a WashingtonMarco Peronaciper ricostruire il“ponte” fra Italia e Stati Uniti. Quest’ultimo è stato infatti spezzato dalle dichiarazioni del presidente statunitenseDonald Trumpche, nelle scorse settimane ha attaccato in rapida sequenza sia il Papa che Meloni.

Il pontefice, che aveva avuto parole di ferma condanna dellaguerra in Iraniniziata da Washington e Tel Aviv lo scorso 28 febbraio, era stato vilmente definito dal tycoon “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera“, mentre il premier era stato aspramente criticato per non aver voluto aiutare il Pentagono nel conflitto in Medio Oriente inviando navi da guerra nelloStretto di Hormuz. In particolare, durante un colloquio telefonico con ilCorriere della Seralo scorso 14 aprile, l’inquilino della Casa Bianca aveva dichiarato: “Sono scioccato da lei.Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo“.

La scorsa settimana inoltre, Trump ha dichiarato di essere disposto aridurre la presenza delle truppe statunitensi in Italia, una minaccia che assume contorni di inquietante concretezza dopo che venerdì il Pentagono ha annunciato l’intenzione di ritirare circa5.000 soldati statunitensi dalla Germania, un altro alleato della Nato con cui Trump è in conflitto. Insomma, lo stratto tra il tycoon e Meloni è evidente e toccherà a Rubio tentare in ogni modo di ricucirlo.

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