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Marco Rizzo lascia Dsp: l’ombra Vannacci e il nuovo progetto politico

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Voglio restare scomodo mentre gli altri stanno ai tavolo giusti“, “il mio sovranismo non è di cartone“, “io sono contro, contro tutti voi“. Tre sue citazioni che lo dipingono nell’interezza della sua figura politica. E’Marco Rizzo che oggi lascia il partito da lui fondato, Democrazia sovrana popolareper aprire lo sguardo ad altri progetti in cantiere. La notizia che arriva all’indomani del congresso organizzato a Roma, che ha disertato, e che oggi comunica in forma epistolare.

Cari iscritti, ho deciso di lasciare Democrazia Sovrana Popolare e di rassegnare, con effetto immediato, le mie dimissioni dall’incarico di Coordinatore Nazionale“, esordisce l’ex europarlamentare spiegando come si tratti di una “scelta sofferta, ma inevitabile“: “Non è più possibile proseguire un percorso comune con chi ha scelto di allontanarsi dal progetto originario, assumendo posizioni ambigue sui processi della globalizzazione liberista, sull’immigrazione incontrollata, sulla sicurezza e sul ruolo dei lavoratori delle forze dell’ordine“.

Ebbene, proprio sul tema dell’immigrazione e della sicurezza, Rizzo pone l’accento affermando come il continente africano debba essere “libero, sovrano, governato dagli africani e non sfruttata da potenze straniere e interessi predatori“. E di conseguenza, per l’ormai ex coordinatore di Dsp, l’Italia ha il dovere di tutelare i cittadini italiani, specialmente nell’ottica delle classi più deboli, quali anziani, donne, bambini, lavoratori e famiglie delle periferie.

So bene che chi affronta questi argomenti rischia di essere etichettato come ‘di destra’. Non mi interessa. Io non ragiono per etichette, ma per verità politica“, puntualizza colui che è stato additato essere un “fasciocomunista“, per poi spiegare senza mezzi termini che “il conflitto reale oggi non è tra destra e sinistra, ma tra popolo ed élite, tra sovranità e globalizzazione,tra chi vuole difendere l’Italia e chi la vuole consegnare a interessi esterni“.

Insomma, per Rizzo i conti stanno a zero, perché “nella storia contano le idee, le prospettive, le traiettorie. E io credo che nei prossimi mesi il quadro politico italiano possa cambiare profondamente”, e per questo ribadisce il suo obiettivo ultimo: “Impedire il declino dell’Italia“.

Un’Italia che per il già vice capogruppo del Misto alla Camera, deve essere “sovrana, libera, sicura, giusta. Un’Italia che difenda il lavoro, la produzione nazionale, l’identità del nostro popolo e la pace. Un’Italia non subalterna a Bruxelles, alla NATO, alla finanza internazionale o alle mode ideologiche del momento. Serve un’Italia del futuro. Serve l’Italia del Domani“. E quindi, Rizzo si dice pronto a ricominciare, come sempre, “libero da ambiguità e zavorre, con chi vorrà costruire un percorso serio, coerente e popolare per restituire dignità e sovranità alla nostra Nazione“.

Ma cosa ha innescato la frattura con la sua creatura politica? Un ex Generale di nome Roberto e di cognome Vannacci. A distanza di due anni, Rizzo e il suo braccio destroFrancesco Toscanosi separano per l’avvicinamento del primo al fondatore di Futuro Nazionale. E adesso, mentre tutto è ancora in divenire, Toscano dice che all’indomani del congresso che ha visto riunirsi oltre 500 persone, per ribadire una linea politica che “conferma le nostre intenzioni iniziali, arriva la fuga di Marco Rizzo“, per poi aggiungere: “Attendiamo le sue dimissioni formali e di tutti coloro che hanno già pubblicamente aderito al suo ennesimo nuovo progetto politico“.

Un nuovo progetto politico che era stato anticipato su YouTube, dove l’ex europarlamentare ha pubblicato “Il manifesto politico di Marco Rizzo“. E la filosofia per ora è“chi vivrà vedrà“, come lo stesso dice: “Agosto sarà foriero di riflessione“.

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